giovedì 4 settembre 2008

Benzina vs Petrolio




Il prezzo del petrolio sta calando e sarebbe quindi logico aspettarsi una diminuzione del prezzo dei carburanti. Federconsumatori fa notare che invece non vi è stata nessuna riduzione, anzi i prezzi sono aumentati e, come al solito, a farne le spese sono sempre e solo i cittadini che subiranno ricadute di 7 euro al mese, pari ad 84 euro all'anno.
Anche il Codacons ha fatto sentire la sua voce denunciando che “il prezzo dei carburanti dovrebbe calare immediatamente del 15% ed il fatto che ciò non sia avvenuto accentua i sospetti di cartello e di speculazione a danno degli utenti. Proprio per questo motivo chiediamo all'Antitrust di intervenire con urgenza per accertare cosa avviene nel settore dei carburanti in Italia e perché il prezzo non scenda come dovrebbe”.
Adusbef e Federconsumatori hanno rivolto un appello alle compagnie petrolifere e al Governo perché verifichi l’esistenza di eventuali speculazioni in questo settore. Secondo le Associazioni, è necessario accelerare al massimo il processo di liberalizzazione della distribuzione dei carburanti, facendo presente ai consumatori che i distributori indipendenti esistono già e consentono un risparmio di circa 7-8 centesimi al litro.
I prezzi consigliati dei carburanti, ossia quelli di riferimento che le compagnie petrolifere indicano ai gestori, oscillano tra 1,481 e 1,489 euro al litro. Il 15 luglio sulla scia del caro-greggio erano saliti fino a quota 1,56 euro, il livello più alto mai raggiunto. Rispetto a questo picco, il calo, a oggi, è troppo poco consistente.
Ma perché avviene tutto questo? Il sospetto è che le aziende petrolifere stiano “scaricando” sul prezzo dei carburanti il costo della Robin Hood Tax, una tassa che il Governo ha imposto loro per colpire gli extraprofitti, cioè la plusvalenza realizzata dagli stock di greggio comprati a basso prezzo e che servirà ad aiutare gli anziani e le fasce deboli. Proprio il 5 agosto il Parlamento ha approvato in via definitiva la manovra finanziaria, che comprende la Robin Hood Tax.
Un altro quesito che non trova risposta è quello legato al cambio di valuta: il prezzo del petrolio è espresso in dollari e negli ultimi otto anni l’euro si è rafforzato, in particolare nel 2000, tanto che per comprare un dollaro prima ci volevano un euro e 20 centesimi, adesso per comprare lo stesso dollaro bastano 64 centesimi. Detto questo, per quale motivo, nonostante il cambio euro-dollaro sia sempre più a nostro favore, il prezzo della benzina pagata in euro sale anche se il prezzo al barile del petrolio è valutato in dollari? Il problema rimane un mistero: al momento nessuno ha ancora dato una risposta.
Da qualche mese è nato il “Comitato nazionale vittime della benzina”, che ha lo scopo di lottare contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti. Il presidente di tale comitato è anche il segretario del Codacons che dichiara di aver già chiesto al governo di eliminare le accise sulla benzina per ridurre i prezzi ma, vista la mancanza di segnali positivi, dichiara anche che si continuerà a lottare affinché il carburante non diventi un bene di lusso.
Se il prezzo della benzina non dovesse calare, i consumatori e le associazioni si ritroveranno a Roma dove è stata annunciata, per il mese di settembre, una manifestazione di protesta nazionale.

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