Lo ‘tsunami’ finanziario-immobiliare in arrivo nel già destrutturato sistema delle Piccole Medie Imprese (PMI) italiane provocherà una definitiva ristrutturazione del debole tessuto imprenditoriale nazionale.
“Piccolo è Bello!” era il motto delle imprese flessibili, creative e dinamiche, ma tale motto non è più sufficiente per resistere alla volatilità dei mercati, alla carenza di liquidità bancaria e alle aggressioni commerciali dalla “CIndia”.
Come insegna l’ideogramma cinese di “Crisi”, in tale concetto sono inclusi quelli di “Pericolo” ma soprattutto di “Opportunità”.
Bene, ma… quali Opportunità per le PMI?
Innanzitutto, l’opportunità di trovare finalmente altre PMI, magari concorrenti, pronte (per necessità…?) ad ascoltare nuove idee di sviluppo, di alleanze, di fusione. Con un approccio alla ‘Co-opetition’ (Cooperation and Competition) assolutamente ignara alla mentalità imprenditoriale italiana.
Inoltre, l’opportunità di trovare finalmente sul mercato elevate competenze ed esperienze, pronte ad affrontare obiettivi precisi, con immediatezza e, soprattutto, in tempi certi. Con un approccio al ‘Temporary Management’ anch’essa quasi ignara alla mentalità imprenditoriale italiana.
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