lunedì 1 settembre 2008

Il blog può essere causa di stress. Il New York Times lancia un’allarme


Il blog può essere causa di stress. Il New York Times lancia un’allarme



Aggiornare costantemente il blog; questo è il principio fondamentale del blogger.
Il New York Times lancia un allarme: lo stress provocato dall’ansia di pubblicare quotidianamente “post” nei diari on line sarebbe causa di disturbi quali l’insonnia.

Secondo il NY Times le vittime più colpite sarebbero i gestori di blog che, preoccupati a tal punto dell’aggiornamento dei loro diari, si dimenticherebbero di mangiare e dormire per mancanza di tempo.

Lo stress sarebbe ancora maggiore per coloro che utilizzano il blog come strumento di lavoro e sarebbero quindi costretti a interminabili maratone davanti al computer.
Il Messaggero riporta alcuni casi:

“Michael Arrington, fondatore e direttore di “TechCrunch”, tra i blog più popolari in materia di start-up tecnologiche, è ingrassato 15 chili e soffre di insonnia.

Quello che inizialmente era un semplice diario, si è presto trasformato in un macchina genera soldi, grazie all'entrate pubblicitarie.

Più si scrive, più si clicca e più si guadagna, ma la corsa allo scoop e la battaglia contri i "buchi" dell'informazione generano stress finoall'atto finale di una vita trascorsa 24 ore al giorno davanti al pc.”

Matt Buchanan, 22 anni, freelance per il blog sui gadget “Gizmodo” racconta di vivere in un appartamento a Brooklyn che è anche il suo ufficio.
Matt racconta di dormire 5 ore a notte e che spesso non ha tempo per mangiare.

Il suo segreto sono gli integratori vitaminici e tanto caffé.
E nonostante la fatica racconta di non poter rinunciare alle migliaia di lettori che leggono i suoi pezzi e a volte si addormenta davanti al pc.

E il suo editore, Brian Lam è così preoccupato che, se non riceve telefonate da Matt pensa: «Questa volta Matt è morto»”.

Ma è possibile morire a causa dello stress provocato dalla gestione dei diari on line? I casi più eclatanti sono quelli relativi al decesso di due blogger americani morti di infarto per un presunto abuso nell’utilizzo del web.

Gli interessati hanno a proposito opinioni discordanti:

C’è chi sostiene di non essere ancora morto ma che presto finirà in ospedale con l'esaurimento nervoso essendo arrivato ad un punto in cui non c'è una volta, neanche quando dormi, che non ti viene l'ansia di avere preso un buco.

Chi invece ritiene che gestire un blog sia una passione come le altre e che non sia causa di nessun tipo di disturbo ma, anzi, un’alternativa alle noiose collezioni di francobolli o alle giornate passate davanti al televisore.

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