martedì 2 settembre 2008

Vodafone contro Reding

Desta preoccupazione tra le compagnie telefoniche europee il piano prospettato dal Commissario Viviane Reding per riformare il mercato della telefonia mobile nell'Unione Europea.

Impegnata ormai da tempo nella difficile impresa di abbattere i costi sostenuti dai consumatori per comunicare in mobilità, la signora Reding ha ipotizzato in più di una occasione una revisione completa degli attuali sistemi adottati per applicare le tariffe, non solo per le semplici telefonate ma anche per lo scambio di dati attraverso i telefoni cellulari.

Tali provvedimenti sono molto attesi da parte delle associazioni dei consumatori del vecchio continente, ma fermamente osteggiati dalle principali compagnie telefoniche.

Secondo il colosso della telefonia mobile Vodafone, la riforma del settore proposta dal Commissario Europeo alle Telecomunicazioni potrebbe causare l'allontanamento di circa 40 milioni di consumatori dall’uso del cellulare.

In effetti tutti gli operatori di telefonia mobile temono il progetto che si basa sul taglio delle "tariffe di terminazione": un abbassamento di tali tariffe potrebbe portare, secondo Vodafone, alla rinuncia al cellulare da parte di moltissimi utenti a causa dei costi troppo alti non delle chiamate in uscita, ma di quelle in arrivo.

Infatti, nella proposta avanzata dalla Reding, il taglio dei costi di terminazione è necessario e i minori introiti per le compagnie telefoniche dovranno essere compensati dall'introduzione di nuove regole sui costi delle chiamate.

In particolare, il Commissario ritiene che il sistema europeo attuale, in base al quale chi chiama si accolla completamente il costo della telefonata, sia obsoleto e anticompetitivo, visto che costringe gli operatori in possesso di reti più piccole a pagare più delle grandi compagnie.

La soluzione, sempre secondo il Commissario alle Telecomunicazioni, sarebbe dunque l'adozione del modello statunitense in cui anche chi riceve la chiamata contribuisce a sostenerne i costi.
Secondo un'indagine condotta da Vodafone nel Regno Unito intervistando 9.000 utenti di telefoni cellulari, c'è una sostanziale unanimità nell'opporsi al pagamento delle chiamate in entrata.

La maggior parte degli operatori telefonici motivano la propria contrarietà con il fatto che gli utenti non sarebbero mai disposti a pagare per ricevere una telefonata. Il Financial Times osserva come nei mercati in cui vige questa regola (quello americano in primis) la convenienza di utilizzo del cellulare sia inferiore e quindi la telefonia mobile abbia un tasso di penetrazione meno elevato.

Nonostante le numerose proteste delle compagnie telefoniche, Viviane Reding sembra essere determinata a proseguire per la sua strada. Per ora ci ha fatto ottenere diverse riduzioni di prezzo per le chiamate in roaming all'interno dei 27 Stati membri, e non è poco.

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