L’apertura del portale Italia.it, avvenuta nel febbraio 2007, era stata annunciata dal ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli a Milano in occasione della Bit, la fiera dedicata all’industria del turismo.
In quell’occasione era stato anche presentato il logo, frutto di un concorso indetto dal ministero. L'anno successivo lo stesso Rutelli ne aveva decretato la chiusura. Già nel momento della presentazione del logo, i più esperti avevano capito che sarebbe stato un fallimento.
Il 18 gennaio 2008, quindi, il portale che avrebbe dovuto rilanciare nel mondo il turismo italiano, scomparve dal web, decisione presa dal Dipartimento dell'innovazione tecnologica del ministro Luigi Nicolais. Nessun annuncio, nessun comunicato stampa, nessuna spiegazione. Solo vergogna.
Costato 45 milioni di euro, il sito era bruttino da vedere, pieno di falle, nato già vecchio e privo di una reale utilità nonché di una sua personalità, pochi e discutibili i contenuti, difficile da navigare, graficamente scarso, i contenuti furono snobbati dai navigatori e dalle istituzioni locali che avrebbero dovuto fornire notizie per tenerlo costantemente aggiornato. Diciamo che nessuno ne sentì la mancanza.
Fu definito il più costoso e fallimentare progetto web mai varato dal Governo.
Ora il compito di far resuscitare il portale è stato affidato a Michela Brambilla, sottosegretario al Turismo, il cui dipartimento gestirà la rinascita su incarico del Ministero della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione guidato dal Ministro Brunetta.
A quanto pare sono già stati presi accordi con l'Enit per lavorare insieme al progetto.
La Brambilla ha spiegato che “dalle ceneri di Italia.it nascerà qualcosa che andrà ben oltre il vecchio sito-vetrina. Passerà da una logica di sola promozione a una di promo-commercializzazione. Non servirà quindi solo a far conoscere l'immagine dell'Italia ma dovrà anche essere possibile prenotare biglietti, hotel, teatri e quant'altro.
Il sottosegretario al turismo ha quindi assunto la gestione del portale istituendo un comitato per le nuove tecnologie. Non è scesa nei particolari del progetto ma ha promesso agli italiani che verranno utilizzati i soldi che ci sono a disposizione, chiedendone altri solo in caso di vera necessità.
Questo è quanto si sa per il momento, ma entro breve dovrebbe aver luogo una conferenza stampa in cui verrà mostrato il nuovo progetto e saranno chiariti i tempi necessari per la sua realizzazione.
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