giovedì 30 ottobre 2008

Telecom e Tin : Le attivazioni non richieste

I consumatori sono furenti per il grosso problema delle attivazioni non richieste di servizi che spaziano dalla telefonia fissa a quella mobile, dagli account di posta ai servizi internet. Anche le associazioni dei consumatori intervengono spesso per cercare di rimettere in riga i gestori.

L’incubo delle errate attivazioni può colpire chiunque in qualsiasi momento e, una volta colpiti, comincia un iter infinito tra telefonate, fax e raccomandate fino ad arrivare, in certi casi, alle denunce e agli avvocati.

I più fortunati se ne accorgono in tempo ed evitano di pagare per servizi mai richiesti ma chi paga deve prepararsi ad attendere molto a lungo per poter riottenere i propri soldi.

Sono circa un milione le vittime che ogni anno che pagano agli operatori servizi mai richiesti e oltre 300.000 le denunce alla Polizia Postale. Un vero e proprio business parallelo.

Contro Telecom si rivolge la grandissima maggioranza delle proteste: le attivazioni non richieste di Alice sono le più frequenti. Si tratta di un fenomeno denunciato anche da operatori come Wind e Tiscali.

E’ addirittura accaduto che utenti privi di computer ricevessero a casa il Kit di Alice. Non si riesce a capire se siano solo degli errori o se si tratti di una pratica consapevole da parte degli operatori (e di Telecom in particolare).

A me personalmente è successo qualcosa di simile pochi giorni fa quando mi vedo recapitare una richiesta di pagamento di € 30 per l’attivazione di un account di posta Tin.it. Non c’è bisogno di dire che quel servizio non è mai stato da me richiesto.

Infatti, alla mia richiesta di visionare il contratto da me firmato, mi è stato risposto che non era possibile e di cominciare ad inviare una disdetta con allegata la copia della carta d’identità per bloccare la pratica amministrativa. Per quanto riguarda, invece, la pratica commerciale, ancora non so come e se possa essere bloccata.

Eventi del genere non sarebbero nemmeno tanto gravi se fosse sufficiente fare una telefonata e se una signorina gentile ti suggerisse immediatamente la risoluzione del problema in tempi rapidi. Ma questo non accade mai!

Anzi, comincio a pensare che le attivazioni non richieste abbiano il validissimo supporto degli operatori dei call center. Si potrebbe trattare di una strategia atta a dissuadere i reclami. Quale miglior metodo per disincentivare il consumatore se non quello di fargli subire lunghe attese, risposte sgarbate e perdite di tempo?

Di fatto per ogni singolo reclamo esistono un numero imprecisato di utenti rassegnati che pagano e rendono queste pratiche commerciali sostanzialmente convenienti per gli operatori. Un errore da non commettere mai!

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