Non sono pochi i casi in cui le forze dell’ordine sfruttano la rete per le proprie investigazioni, soprattutto il celebre e visitatissimo sito di video-sharing YouTube.
Celebre il caso avvenuto in Ontario (Canada) dove la polizia ha chiesto aiuto ai giovani sul popolare sito per un'indagine il cui risultato e' stato eccezionale.
Il commissario di polizia Scott Mills, cercando di risolvere il caso di tre ragazzi scomparsi dopo il ritrovamento del corpo senza vita di un loro amico, ha deciso di mettere dei video su YouTube per chiedere aiuto.
In pochi giorni sono è arrivata una valanga di indizi, suggerimenti e commenti. Il filmato e' stato visto da 22 mila utenti che hanno lasciato indicazioni utili per gli agenti.
In vari stati degli Usa la polizia sta usando YouTube per le proprie indagini. È successo, per esempio, in Massachusetts (Florida) dove un poliziotto, dopo essersi ritrovato tra le mani un video proveniente dal circuito chiuso di sorveglianza di un grande centro commerciale, ha deciso di inserire il filmato su YouTube per poi diffondere il link al file in comunicati stampa, forum on line, e mail e indirizzari vari, nella speranza che qualcuno potesse riconoscere i rapinatori o offrire indizi precisi.
E’ notizia di ieri, invece, che un motociclista britannico che ha pubblicato su YouTube un video in cui si prodigava in pericolose acrobazie con la moto superando i 209 chilometri orari, è stato condannato a 12 settimane di detenzione.
Sandor Ferenci, 28 anni, si è fatto filmare mentre si esibiva in gare motociclistiche contromano in una strada intorno a Banbury, nell'Oxfordshire, e ha poi pubblicato le sequenze sul popolare sito web.
Ferenci, che si è dichiarato colpevole su due accuse per guida pericolosa, è stato condannato a tre mesi di detenzione dalla Oxford Crown Court e gli è stata ritirata la patente per due anni. Gli verrà resa solo dopo il superamento di un esame di guida completo.
Che YouTube fosse uno strumento potente lo sapevamo, ma che addirittura si potesse utilizzare la forza di questo sito per dare una mano alla giustizia e per combattere il crimine è una notizia che fa davvero scalpore.
Ben venga quindi YouTube quando viene usato per scopi nobili ma, purtroppo, molto spesso i crimini vengono compiuti proprio per emulare i protagonisti dei video in esso contenuti.
Tra i milioni di video pubblicati su Youtube ci sono anche alcune dimostrazioni su come costruire bombe molotov e un gruppetto di ragazzi romani, non molto tempo fa, ha pensato bene di seguire le istruzioni e di testare l’operatività delle loro creazioni.
Tutti di età compresa tra i 17 e i 18 anni sono stati arrestati dalle autorità mentre lanciavano tre molotov contro un muro a Roma.
I cinque hanno ammesso di averlo fatto solo per divertimento, “seguendo l’esempio dei ragazzi campani visti on line su YouTube”.
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