mercoledì 12 novembre 2008

Le Maldive scompaiono

Le Maldive, magnifiche perle incastonate nell’Oceano Indiano, offrono ai visitatori spiagge meravigliose e un mare cristallino. L’arcipelago maldiviano, infatti, è considerato uno dei cosiddetti “paradisi terrestri” per la bellezza dei suoi fondali e del reef corallino.
Le coste più vicine alle Maldive sono quelle dello Sri Lanka e, poco più in la, dell’India.
L’aspetto incredibile delle Maldive è dato dal numero di isole che compongono l’arcipelago. Le isole sono formate in prevalenza da barriera corallina e il loro numero supera in totale le 1.190 unità , formando un arcipelago di 26 importanti atolli (gruppi di isole di corallo tra loro vicine).
Si tratta, purtroppo, di dati variabili in quanto l’arcipelago delle Maldive è mutevole, con isole che spariscono ed isole che emergono.
Il clima delle Maldive è tropicale, fortemente influenzato dai monsoni che caratterizzano le isole con due distinte stagioni: una calda e secca che va da novembre ad aprile e un’altra molto umida che va da maggio a ottobre. La temperatura, calda tutto l’anno, difficilmente scende al di sotto dei 23 gradi e non supera i 30 gradi, mentre la temperatura del mare rimane costante intorno ai 28 gradi.
Nel parlare di cambiamenti climatici si nominano sempre, tra i vari effetti, l’innalzamento del livello del mare. Questo fenomeno è già in atto da tempo e non sono tanto le grandi città costiere a risentirne quanto le piccole isole Oceaniche.
Per questo motivo il neoeletto presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, ha deciso di destinare una parte dei ricavi provenienti dal turismo per creare un “fondo sovrano” e acquistare una nuova patria che ospiti i 380 mila abitanti dell’arcipelago, minacciato dal riscaldamento globale.
Già oggi, ha spiegato Nasheed, basterebbe un piccolo innalzamento del livello dell’Oceano Indiano, dovuto allo scioglimento dei ghiacci, per sommergere gran parte dell’arcipelago. Le Maldive, con la loro altezza media sul livello del mare di 1,5 metri, potrebbero essere infatti tra le prime vittime di quel cambiamento climatico che rischia di innalzare i mari in tutto il mondo.
"Non vogliamo lasciare le Maldive", ha dichiarato al The Guardian il neo-presidente Nasheed, "ma non vogliamo nemmeno diventare profughi e vivere per decenni nelle tende".
Il nuovo premier ha rivelato che molti paesi si sono dimostrati ricettivi all’allarme da lui lanciato e che le terre più adatte ad ospitare i maldiviani potrebbero essere lo Sri Lanka o l’India, paesi con cultura, cibo e clima molto simili.

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