martedì 4 novembre 2008

Una foto per duplicare le chiavi

Volete sapere dove ci porta la tecnologia? Oggi, per esempio, è sufficiente scattare una semplice fotografia con il cellulare per duplicare le chiavi di casa… degli altri.
Un gruppo di ricercatori dell'Università di San Diego, ha messo a punto un software in grado di risalire a tutte le informazioni utili per poter eseguire una perfetta copia delle chiavi fotografate, anche senza disporre fisicamente dell'originale.
Il professor Stefan Savane dell'Università di ingegneria di San Diego, ha guidato un gruppo di studenti che con MatLab ha realizzato un programma, chiamato Sneakey, in grado di ottenere tutte le informazioni necessarie per duplicare una chiave partendo da una foto di quest'ultima.
MatLab, abbreviazione di Matrix Laboratory, é un ambiente per il calcolo numerico e l'analisi statistica che comprende anche l'omonimo linguaggio di programmazione. MatLab consente di manipolare matrici, visualizzare funzioni e dati, implementare algoritmi, creare interfacce utente e interfacciarsi con altri programmi.E’ usato da milioni di persone nell'industria, nelle università e funziona su diversi sistemi operativi, tra cui Windows, Mac Os, Gnu/Linux e Unix.
Il professor Savane ha dichiarato di voler semplicemente “dimostrare alla gente che le loro chiavi non sono intrinsecamente sicure”. “Forse un tempo lo erano, ma visti i progressi nel campo dell’ottica e dell’imaging digitale oggi è possibile riprodurre chiavi anche a distanza senza farsi notare dal legittimo proprietario”.
Le creste e le valli di ogni chiave, infatti, rappresentano in fondo un codice numerico. Una volta ottenuto tale codice, anche solo analizzando una fotografia, si può creare una copia.
Non serve nemmeno una risoluzione elevata, un'angolazione particolare o una ripresa da una distanza ravvicinata: gli esperimenti hanno dimostrato che, usando un teleobiettivo, si può ottenere una foto perfettamente adeguata anche stando ad una settantina di metri di distanza.
Per ora è possibile riprodurre solo chiavi molto semplici, ma non ci vorrebbe molto per adattare questa tecnica anche ad altri tipi di chiavi.
Ben consapevoli delle conseguenze sulla sicurezza di milioni di persone, i ricercatori non hanno rilasciato pubblicamente il programma ma, al tempo stesso, riconoscono che basta avere una conoscenza minima di programmazione e modellistica digitale per poterne realizzare uno.

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