sabato 13 dicembre 2008

I difetti più comuni dei siti Web

Collegandosi per la prima volta a Internet e frequentando perlopiù siti noti, si ha l’impressione che le interfacce siano piuttosto simili, per velocità e disegno. L’impatto con il grande caos di forme e contenuti avviene in un secondo momento e precisamente quando si abbandonano i percorsi classici e ci si infila nel sottobosco dei link e degli ipertesti. In molti casi le pubblicazioni su Web non sono altro che una riproduzione di contenuti pensati e redatti per gli altri media. E ciò va contro la prima regola fondamentale delle interfacce, ovvero quella che impone che le informazioni siano presentate in modo adatto al media.
Se una pubblicazione fa un massiccio uso di immagini non si può riproporla allo stesso modo sul Web. E’ necessario considerare la fruibilità del sito e dunque ridurre al minimo i contributi grafici. Alcuni siti soffrono, invece, di eccessi di tecnologia e presentano frame, applet Java o plug-in particolari, senza che ce ne sia un reale bisogno e talvolta ciò significa solamente ridurre il proprio bacino d’utenza a quelle persone che dispongono di un computer particolarmente veloce o semplicemente di un browser adeguato.
Capita spesso di vedere pagine molto lunghe che contravvengono alle caratteristiche più importanti dell’ipertesto: la sintesi e l’organizzazione “non-lineare” delle informazioni. In alcuni casi non vi è sufficiente navigabilità. Non è raro imbattersi in un sito abbellito con i frame ma in cui non si riesce a navigare bene perché manca un comando del tipo “Torna alla pagina precedente”.
Nel caso di siti commerciali l’aspetto grafico rappresenta una caratteristica fondamentale perché, come i contenuti, ha la forza di attrarre gli utenti. Il progetto dell’interfaccia dei software (siano essi pagine Internet o programmi applicativi) costituisce oggi un nuovo ramo del design.

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