giovedì 4 dicembre 2008

Internet al G8


Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso della sua visita al Polo Tecnologico delle Poste, ha dichiarato che il G8, avendo già come compito proprio quello della regolazione dei mercati finanziari, potrà e dovrà prendere in considerazione anche “una regolamentazione internazionale uniforme per quanto riguarda Internet”.
Per questo motivo è intenzione di Berlusconi portare la questione sul tavolo del prossimo G8 di cui, il prossimo primo gennaio, sarà per la terza volta presidente. L'Italia, come presidente di turno del G8 nel 2009, proporrà una regolamentazione del Web.
Le polemiche non sono tardate ad arrivare: c’è chi è pronto a scommettere che il premier, usando la parola “regolamentazione”, abbia in realtà l’intenzione di “difendere” il diritto d'autore e della proprietà intellettuale. L'idea di imporre un regolamento a Internet fa rabbrividire chi ha sempre considerato la Rete un mezzo che garantisce la libertà d'espressione.
Secondo questa corrente di pensiero, Berlusconi potrebbe trovare un valido sostegno in Nicholas Sarkozy, il cui Internet-pensiero è stato sì bocciato dall'Europa ma approvato con larga maggioranza dal Senato francese.
Le proteste hanno invaso Internet con una campagna di mobilitazione che ha superato già le 23 mila adesioni: una polemica destinata ad aumentare nei prossimi giorni.

Il primo a rispondere alle dichiarazioni del premier è stato Paolo Cento, esponente dei Verdi: “Preoccupa che dopo il violento attacco ai quotidiani, adesso Berlusconi si dedichi alla Rete. Non vorremmo che questo fosse il primo passo per la limitazione della libertà di espressione di chi usa Internet per comunicare, Berlusconi lasci libero almeno il Web”.
Cento continua la sua protesta sostenendo che il prossimo G8 abbia ben altri argomenti a cui dedicarsi, “come la pesantissima crisi economica globale o la questione climatica che è in cima all'agenda mondiale, ma non italiana, come dimostra l'opposizione al pacchetto energia-clima della Ue” e prosegue dicendo che “il prossimo G8 dovrebbe decidere di rendere Internet completamente libero, gratuito ed accessibile in ogni parte del globo, eliminando il “digital divide” delle economie più povere”.
C’è, però, chi sostiene l’iniziativa del premier vedendo nel G8 il posto ideale per discutere a livello globale di un fenomeno globale come la Rete che, nessuno lo può negare, presenta i suoi bei problemi legati alle truffe, al malware, alla pedopornografia, alla tutela della privacy e dei diritti d’autore.

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