
La lampadina a incandescenza è stata inventata nel 1854 da un orologiaio tedesco emigrato in America, Heinrich Goebel, che non riuscì però a rendere pubblica la sua invenzione. Nel 1878 Thomas Alva Edison riuscì a costruirne un modello sufficientemente durevole. Poco prima della sua morte, Goebel riuscì a far valere i propri diritti d’inventore che furono poi acquistati da Edison.
La lampadina, al momento della sua invenzione, era costituita da un bulbo di vetro in cui era stato praticato il vuoto, al cui interno era contenuto un filo di cotone carbonizzato attraversato da corrente elettrica. Il problema dei primi modelli era proprio la rapida distruzione del filo ma, nel 1903, un americano introdusse l'uso del filamento di tungsteno, tuttora in uso.
La lampada ad incandescenza è una sorgente luminosa in cui la luce viene prodotta dal riscaldamento (fino a circa 2700 K) di un filamento di tungsteno attraverso cui passa la corrente elettrica. Durante il funzionamento il tungsteno evapora e il filamento diventa sempre più sottile, fino a spezzarsi dopo circa 1000 ore di funzionamento: l’energia viene convertita, oltre che in calore, in luce.
Nelle lampadine moderne il bulbo di vetro non è vuoto ma contiene un gas inerte a bassa pressione che prolunga la vita del filamento. Al momento dell’accensione della lampada, poiché il filamento è freddo e la sua resistenza è bassa, si determina un picco della durata di pochi decimi di secondo e del valore di 10-12 volte la corrente a regime.
Una storia affascinante che sta per finire visto che la Commissione europea ha deciso di bandire totalmente le vecchie lampadine a incandescenza ad alto consumo energetico, che costituiscono attualmente l’85% delle lampadine utilizzate su tutto il territorio dell’Unione europea.
Si potranno comprare fino al 2012 ma gradualmente verranno tolte dal mercato: a partire da marzo del 2009, sugli scaffali saranno progressivamente sostituite da nuove lampadine a basso consumo.
L'Unione Europea ha approvato la graduale sostituzione delle lampadine a incandescenza con dispositivi più efficienti, come le lampade a fluorescenza a lunga durata (che consentono un risparmio energetico del 75% circa rispetto a quelle tradizionali) e le lampade alogene (per le quali il risparmio si situa tra il 25 e il 50%).
La Commissione europea è convinta che, con l'introduzione unica delle lampadine fluorescenti, si risparmierà l’equivalente del consumo energetico di 11 milioni di famiglie europee. Pare che il provvedimento possa comportare una riduzione pari a 15 milioni di tonnellate nelle emissioni di diossido di carbonio e ad un risparmio di 50 euro all’anno nelle bollette di ciascuna famiglia.
1 commento:
Nella sua dettagliata analisi ha dimenticato altre importanti alternative, producono già lampade a led, luce fredda e immortale a bassissimo consumo, non dimentichiamo il buon vecchio neon! che Non avendo "fili" ma gas, non produce calore, e consuma poco, e son convinto che prima o poi se non fosse per colpa del business che ci gira intorno, si riuscirebbe già a creare luce pulita! Come le macchine a idrogeno per esempio! le industrie petrolifere non penso sarebbero state contente, se le avessero tolto tutte le pompe...
Posta un commento