
E’ notizia di questi giorni che i domini di primo livello, a partire dal secondo semestre del 2009, saranno completamente liberi. Questo significa che non ci saranno più restrizioni al momento della scelta del nome del proprio sito internet.
Il dominio di primo livello, in inglese top-level domain (abbreviato in TLD), è l'ultima parte del nome di dominio internet; è in altre parole la sigla alfanumerica che segue il punto più a destra dell'URL.
La Internet Assigned Numbers Authority (IANA) classifica attualmente i domini di primo livello in tre tipi differenti:
domini di primo livello nazionali (country code top-level domain o ccTLD): usati da uno stato o una dipendenza territoriale. È costituito da due lettere, per esempio jp per il Giappone e it per l'Italia, o l'ormai approvato eu per l'Unione Europea;
domini di primo livello generici (generic top-level domain o gTLD): usati da particolari classi di organizzazioni (per esempio il .com per organizzazioni commerciali). Tale suffisso è di tre o più lettere. La maggior parte dei gTLDs sono disponibili in tutto il mondo, ma per ragioni storiche gov, mil e edu sono riservati rispettivamente al governo, all'esercito e agli enti educativi statunitensi;
domini di primo livello infrastrutturali (infrastructure top-level domain): il dominio di primo livello arpa è l'unico esistente.
L'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’istituzione deputata al controllo e all’armonizzazione dell’espansione della Rete, ha deciso di liberalizzare i suffissi dei domini di primo livello dal prossimo giugno.
Come conseguenza avremo, quindi, oltre ai domini conosciuti (.it, .com e via dicendo), domini come: .disney .google, .italia, .ciao, .mamma, ecc. La tanto attesa liberalizzazione permetterà di registrare domini di primo livello di qualsiasi genere e sarà possibile creare un dominio utilizzando qualsiasi parola.
La necessità di nuove estensioni è nata da paesi non anglosassoni che hanno richiesto nuove risorse per i loro mercati. Verranno esclusi domini legati a marchi registrati e non potranno nascere estensioni come .kom che genererebbero confusione.
La base d'asta sarà di 185.000 dollari. Il prezzo è stato fissato così alto per cercare di disincentivare la registrazione alle aziende che già possiedono domini "tradizionali". La lunghezza massima è stata invece fissata in 64 caratteri, ci sarà quindi modo di sbizzarrirsi!
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