
A partire dalla fine di giugno 2009, i passaporti dei cittadini europei dovranno includere due impronte digitali in un microchip. Il Parlamento Europeo ha infatti approvato insieme a Norvegia, Svizzera e Islanda, l'adozione dei passaporti biometrici.
I dati biometrici di un essere umano sono derivabili dalla misurazione di varie caratteristiche del corpo o del comportamento. Le dimensioni del cranio e la conformazione dell'apparato scheletrico, in termini di proporzione fra le sue componenti, sono fra le prime variabili studiate nella storia della biometria. Fra le principali applicazioni della biometria c’è proprio l’identificazione degli individui.
Attualmente, la maggior parte degli sforzi della comunità scientifica e della ricerca industriale è orientata allo studio di quelle variabili che permettono l'identificazione affidabile degli individui.
Le tecniche biometriche di identificazione sono infatti finalizzate a identificare un individuo sulla base delle sue peculiari caratteristiche fisiologiche o comportamentali, difficili da alterare o simulare. Tra le variabili più frequentemente prese in esame ci sono proprio le impronte digitali.
Il Parlamento ha adottato un regolamento che esenta i minori di 12 anni da quest'obbligo, prevedendo la revisione di tale soglia alla luce di uno studio sull'affidabilità delle impronte dei bambini. Per una maggiore tutela di questi ultimi, è previsto l’utilizzo di un passaporto personale per i bimbi che non saranno più inclusi in quello dei genitori: in questo modo si spera di ridurre il traffico di bambini.
La decisione è stata approvata con una larghissima maggioranza ma alcuni gruppi si sono opposti in nome delle libertà civili, sia perché ritengono pericoloso creare un unico database che contenga così tante informazioni personali su cittadini innocenti, sia perché pensano che i nuovi passaporti non siano assolutamente più sicuri di quelli vecchi.
Secondo gli esperti in sicurezza, c’è il rischio che le autorità si affidino troppo alla tecnologia tralasciando l’elemento umano che spesso porta a migliori risultati. Come se non bastasse, secondo gli esperti la verifica delle impronte digitali non è infallibile e può portare a un numero eccessivo di falsi positivi.
I sistemi biometrici stanno conoscendo un autentico boom in ambito aeroportuale. Basti considerare il recentissimo varo dei primi scanner dell'iride installati nell'aerostazione di Francoforte, in Germania. Negli Stati Uniti, invece, una rete di controllo biometrico da sette miliardi di dollari è al centro di un progetto per il controllo di chi giunge sul suolo americano.
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