venerdì 16 gennaio 2009

Google taglia i rami secchi


Forse per colpa della crisi, Google ha deciso di eliminare tutti quei servizi che si sono rivelati dei flop, che non hanno raggiunto il successo sperato o che, comunque, non si sono rivelati monetizzabili nell'immediato.
Il primo ad essere soppresso era stato Lively, che avrebbe dovuto essere il principale concorrente di Second Life consentendo agli utenti una modalità di interazione simile: i netizen impersonavano avatar tridimensionali, popolavano ambienti che ciascuno poteva tappezzare di foto o di video estratti da YouTube.
Google ha fatto sapere che chiuderà altri sei progetti lanciati negli anni scorsi come Dodgeball, Google Catalog Search, Google Mashup Editor, Google Notebook e Jaiku mentre GoogleVideo continuerà ad esistere, ma non si potranno più caricare filmati, sarà utilizzabile solo come meta-motore di ricerca video. Google Video, dopotutto, è un clone di YouTube e, quindi, un doppione nelle mani della stessa società.
Jaiku, che prometteva di diventare il prossimo rivale di Twitter ma che non è mai uscito dalla fase “invite-only”, continuerà la propria vita come progetto open source (il codice del software sarà messo a disposizione della community di Googlers). La chiusura di questo servizio risulta strana se si pensa che, escludendo Friendfeed, Twitter al momento non ha un serio concorrente.
Dodgeball, il social network di Google acquisito nel 2005, potrebbe chiudere nei prossimi mesi salvo eventuali acquisizioni. Stessa cosa per Google Catalog Search che è già stato eliminato: fu lanciato nel 2001 per sfogliare ed effettuare ricerche nei cataloghi cartacei, ma col tempo era diventato del tutto inutile.
Scompare anche Google Notebook (Blocco Note nella versione italiana), che consentiva di prendere appunti durante la navigazione. Solo chi ha salvato i dati potrà continuare ad accedervi.
Mashup Editor, infine, era un prodotto per la creazione semplificata di mashup aperto solo su inviti (l’accesso era limitato ad un determinato numero di sviluppatori). Si trattava di un ambiente di sviluppo via Web che offriva gli strumenti per creare applicazioni mashup in pochi minuti (applicazioni che utilizzano il contenuto preso da più sorgenti per creare un servizio completamente nuovo).
Anche Yahoo ha deciso di fare pulizia optando per la chiusura del prodotto Content Match in Europa (entro il 31 marzo 2009) per potersi impegnare e concentrare maggiormente su Sponsored Search e Display advertising.

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