martedì 24 marzo 2009

Multe milionarie ai gestori di telefonia


Nel giro di un mese sono stati multati i maggiori gestori di telefonia per varie infrazioni effettuate a danno del consumatore. Nemmeno un mese fa l'Authority per le Comunicazioni aveva inflitto multe per più di 3 milioni di euro a Vodafone, multata per aver ostacolato gli utenti nel passaggio ad altri operatori, Tele2 per aver acquisito utenti senza avere il loro consenso, Telecom Italia per servizi addebitati mai richiesti e per i tempi di riparazione troppo lunghi, Eutelia per gli “899”.
In questi giorni un’altra stangata è arrivata ai gestori telefonici italiani, questa volta da parte dell’Antitrust che ha inflitto sanzioni severe per aver intrapreso pratiche commerciali scorrette.
Motivo principale delle multe inflitte sono gli spot e i siti confezionati per rendere appetibili loghi e suonerie, facendo intendere al consumatore che i prodotti offerti siano gratuiti. Le società in questione sono accusate di diffondere una comunicazione scorretta rivolta ad utenti che sono per lo più adolescenti, quindi facilmente attaccabili.
I servizi sono erogati essenzialmente attraverso numeri che cominciano “48”, che prevedono addebiti consistenti che vengono omessi dalla comunicazione. Molto spesso, inoltre, richiedendo il servizio di attivazione di una suoneria si richiede inconsapevolmente l’attivazione di abbonamenti non richiesti.
Tra le aziende colpite dalle sanzioni ci sono gli operatori più noti come Telecom Italia (640.000 euro di multa), Vodafone (560.000 euro), Wind (480.000 euro) e 3 Italia (155.000 euro), cui si aggiungono le società Zeng (55.000 euro), Zed Italia (95.000 euro), Buongiorno (115.000 euro) e Dada.net (125.000 euro).
I gestori hanno già annunciato ricorsi al Tar, organo di giustizia amministrativa spesso debole nei confronti dei poteri forti che, molto spesso, non fa che dimezzare l'importo delle multe.
Si tratta molto spesso di una farsa in quanto è difficile, se non impossibile, che questi gestori cambino metodo di condotta ponendo fine ai comportamenti scorretti, soprattutto se non si interviene alla radice del problema.
La crisi economica e la conseguente perdita di ricavi che tutti i gestori stanno subendo in questo periodo, non faranno che peggiorare il problema: appalti sempre più al ribasso e televenditori sempre più ricattabili e sfruttati porteranno infatti a un maggior numero di servizi non richiesti e ad un numero sempre maggiore di utenti acquisiti con l'inganno.

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