
Da tempo esistono giocattoli per bambini che sono veri e propri minicomputer con i quali i giovanissimi si avvicinano alla tecnologia; quello che finora è sempre mancato è un notebook a misura di bambino.
A colmare la lacuna ci ha pensato Olidata, uno dei marchi storici del personal computing italiano, che ha realizzato, JumPC in collaborazione con Intel e la Fondazione Mondo Digitale, un notebook espressamente rivolto ad un pubblico compreso tra i 6 ed i 12 anni.
Olidata JumPC è il primo notebook pensato per i bambini. Robusto e leggerissimo con tastiera idrorepellente è l'ideale per essere utilizzato dai giovanissimi. L'applicazione Magic Desktop consente di preordinarne tempi d'uso e siti di navigazione e consente ai ragazzi di conquistarsi piacevoli e divertenti momenti di gioco grazie al punteggio sviluppato svolgendo attività a contenuto didattico.
Finalmente un vero è proprio notebook per i bambini e una vera tranquillità per i genitori: nulla da invidiare a quello dei grandi.
Il nome "JumPC" deriva dalla fusione delle parole "jump" e "PC" ed è perfetto per rappresentare questo laptop leggero e dall'aspetto sbarazzino, che si rivolge ad un pubblico giovane e dinamico. Tecnicamente è un derivato dell'Intel Classmate di seconda generazione, un laptop a basso costo destinato alla prima informatizzazione dei bambini nei Paesi in via di sviluppo, e pertanto può essere classificato nella cateogoria dei netbook.
Proprio in questi giorni sono stati presentati dal Ministro dell'Innovazione Renato Brunetta i risultati della sperimentazione che prende il nome “a scuola con JumPC”, un progetto avviato lo scorso settembre, in concomitanza con l'avvio dell'anno scolastico, in 5 istituti primari di Lazio, Piemonte e Sicilia coinvolgendo, complessivamente, circa 150 studenti e oltre 15 professori.
Le particolari caratteristiche tecnologiche e, soprattutto, le specifiche applicazioni installate sul JumPC, consentono un vero e proprio dialogo tra studenti e professori, molto utile, per esempio, allo scambio di contenuti multimediali e alla realizzazione di esercitazioni e verifiche.
Le scuole sottoposte all’esperimento si sono ingegnate per l’utilizzo del pc nelle realtà didattiche più varie, così da poter trarre valutazioni complete circa la versatilità e le potenzialità educative dello strumento. In particolare, gli istituti del Piemonte e di Palermo lo hanno applicato all'apprendimento della lingua italiana, della geografia, della matematica e delle scienze. A Roma, invece, si è preferito puntare sull'insegnamento della lingua inglese, sperimentandolo in varie attività (cd-rom interattivi, giochi didattici e test di verifica). E i buoni risultati non sono tardati ad arrivare.
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