venerdì 10 aprile 2009

I gestori di telefonia non abbandonano l’Abruzzo

Molte le persone e le aziende che, al di fuori del mondo istituzionale, stanno organizzando l’invio di aiuti per le popolazioni colpite dal terremoto avvenuto in Abruzzo pochi giorni fa.
Purtroppo tra le iniziative di solidarietà che hanno coinvolto anche la Rete si nasconde qualche furbo che cerca di lucrare sulle disgrazie altrui: persone ignobili che tentano di approfittarsi della generosità di chi desidera seriamente dare il proprio contributo.
Un tale, facendosi chiamare Marco Pellegatti (ma è probabile che sia un nome falso) e spacciandosi per il nipote del giornalista Mediaset Carlo Pellegatti, ha tentato di truffare gli utenti di Facebook fingendosi portavoce di una sottoscrizione organizzata da Milan e Mediaset per raccogliere denaro da devolvere alle vittime.
Molto più numerose, per fortuna, le iniziative benefiche, soprattutto da parte degli operatori di telefonia mobile.
Non si può fare a meno di sottolineare le encomiabili iniziative di alcuni gestori telefonici come Wind che ha donato 5 euro a tutti i suoi clienti residenti nelle zone del terremoto d'Abruzzo già nella giornata di lunedì per evitare che qualcuno rimanesse senza ricarica in un momento così tragico.
Vodafone fa sapere di aver effettuato azioni di ricarica gratuita (5 euro ad oltre 200 mila clienti ) per consentire alla gente di continuare a comunicare. L'azienda ha inoltre attivato una raccolta fondi coinvolgendo gli oltre 8.000 dipendenti.
Tim ha invece deciso di attribuire a tutti i propri clienti a L'Aquila e provincia una ricarica gratuita di 10 euro e di inviare presso le postazioni indicate dal Dipartimento di Protezione Civile dei telefoni cellulari con traffico illimitato da utilizzare per esigenze della popolazione colpita.
Un’iniziativa utilissima se pensiamo che moltissime persone sono dovute scappare da casa senza poter nemmeno portare con sé il cellulare e il carica batterie, la maggior parte dei terremotati non ha quindi alcuna possibilità di entrare in contatto con amici o parenti.
Infine citiamo l'onlus Banco Informatico Tecnologico Biomedico (Biteb.it) che sta inviando in Abruzzo migliaia di carica batterie che erano conservati nei propri magazzini per emergenze come questa.

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