Il mondo del web si è a lungo mobilitato contro la Direttiva europea IPRED2 invitando tutti coloro cui stanno a cuore le libertà digitali a fare il possibile contro tale emendamento.
Purtroppo il Parlamento Europeo ha ormai da tempo votato a favore della direttiva riguardante misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale “obbligando” gli Stati membri dell'Unione ad adeguarsi alla nuova normativa comunitaria.
Con lo scopo dichiarato di combattere la contraffazione e la violazione del diritto d'autore, la IPRED2 impone sanzioni penali durissime in tutta Europa contro la condivisione via rete informatica di file musicali e film, non operando alcuna distinzione tra la contraffazione a scopo commerciale e la semplice condivisione di contenuti culturali per godimento personale.
Aiutare, favorire o incoraggiare la violazione di copyright su "scala commerciale" nell'Unione Europea è un crimine e si impone a tutti gli Stati dell'Unione di affiancare all'attività investigativa delle autorità statali i consulenti delle case discografiche, che si aggiungono così alle autorità di polizia giudiziaria nelle indagini relative a contraffazione e pirateria formando "team comuni di indagine".
Si tratta di una inaccettabile privatizzazione della giustizia, contraria ai principi dello Stato di diritto e della Costituzione Repubblicana che rende ogni cittadino e impresa dei sospetti criminali, potenzialmente sottoposti ad indagini private e in quanto tali senza garanzie per l'indagato, limitando così le libertà personali e digitali conquistate e consolidate negli anni.
Per fortuna qualcuno che controlla i controllori c'è, almeno in Svezia dove un sito Internet permette di scoprire facilmente e rapidamente se il proprio indirizzo Ip (o un qualsiasi indirizzo) è stato messo sotto controllo dalle autorità come conseguenza delle nuove leggi contro la pirateria.
Il sito può operare perché, prima di poter accedere ai dati sensibili dei sospetti, come prevede la direttiva europea Ipred, occorre avviare un'inchiesta pubblica: in questo modo chiunque può sapere quali indirizzi Ip vengono messi sotto esame e scoprire se il proprio sia tra questi.
È anche possibile contribuire, indicando gli indirizzi sotto inchiesta di cui si è a conoscenza, attivando un sistema di segnalazione via e-mail per informare coloro il cui Ip dovesse finire al centro dell'attenzione delle autorità.
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