giovedì 30 aprile 2009

Vivere sulla Luna


L’idea di poter vivere o passare qualche giorno sulla Luna è ormai in auge da anni. Andare sulla Luna sembra non essere più fantascienza, ma un'opportunità che si potrebbe concretizzare… per chi potrà permetterselo.

Potrebbe essere il business del futuro: i nomi delle società interessate al progetto futuristico sono tutt'altro che sconosciuti. Per cominciare c'è l'idea di un complesso lunare presentato dalla catena alberghiera Hilton, il Lunar Hilton Hotel che sarà un edificio composto da due torri alte 160 metri, in grado di accogliere 400 persone. Si tratta di strutture particolari con pareti dotate di vetri speciali in grado di assorbire le radiazioni e di regolare la temperatura all’interno.

Anche il Giappone si è fatto avanti: una società di Tokyo, la Shimizu Corporation, conosciuta per le sue architetture estreme, sta progettando un hotel orbitante con 64 stanze, per un totale di 200 posti. Grazie al moto rotatorio della struttura si potrà riprodurre una gravità artificiale all'interno dell'hotel. La società giapponese conta di portare a termine il progetto nel giro di vent'anni.

I passeggeri che vorranno recarsi sulla Luna dovranno imparare a camminare, infatti sulla Luna la gravità è 6 volte inferiore e non esiste atmosfera, quindi si sarà obbligati a indossare grosse tute spaziali. Gli esperti dicono che un uomo senza grossi problemi fisici potrebbero soggiornare sulla Luna anche per lunghi periodi. Naturalmente bisognerebbe fare molti esercizi per tenere i muscoli e le ossa in forma fisica normale. Comunque una volta tornati sulla Terra in un breve periodo si ritornerebbe normali.

Un progetto forse più serio è quello che sta per essere messo a punto in Svezia dove quattordici studenti all’ultimo anno presso l'Università di Malardalen, stanno lavorando a questo ambizioso progetto: un robot in grado di costruire case sulla Luna. I ragazzi, che frequentano il master in Scienze della Robotica, vengono seguiti e guidati dal professor Lars Asplund.

I giovani studenti lavorano con la collaborazione della Swedish Space Corporation per la parte strettamente tecnica e del noto artista Mikael Genberg per la soluzione visiva del modulo (anche l'occhio vuole la sua parte) che sta sviluppando un semovente adatto all'accidentato suolo lunare che sia anche in grado di essere trasportato riducendo al minimo peso e ingombro.

Il primo modulo abitativo lunare si chiama Roony ed è in fase di avanzata progettazione: potrà essere posizionato dal robot svedese che sarà anche in grado di scegliere un sito idoneo al suo posizionamento.

Dal sito del progetto Roony si apprende che la "casa" dovrebbe avere un peso massimo uguale a quello del robot, che è di 5 Kg, ed occupare un volume non superiore ai 6 litri; infine la superficie netta ricavabile, una volta dispiegato e sistemato sul terreno il modulo abitativo, dovrebbe essere pari a circa 10 metri quadrati, una misera stanzetta inferiore ai 3 x 3,5 metri.

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