venerdì 15 maggio 2009

Maxi Multa per Intel


La Intel Corporation è un'azienda multinazionale produttrice di semiconduttori (microprocessori, dispositivi di memoria, circuiti di supporto alle telecomunicazioni e alle applicazioni informatiche) con sede a Santa Clara, California. Fondata nel 1968, è oggi leader nel suo segmento di mercato, ed è nota soprattutto per essere la prima produttrice mondiale di microprocessori.

Intel all'inizio produceva componenti per memorie e, durante gli anni settanta, era divenuta leader nella produzione di memorie DRAM, SRAM e ROM. Da quando però nel 1971 Marcian Hoff, Federico Faggin, Stanley Mazor e Masatoshi Shima inventarono il primo microprocessore, l'Intel 4004, gradualmente fino agli anni ottanta la produzione si spostò verso quella dei microprocessori facendo diventare Intel una dei colossi in questo settore.

Quando Intel introdusse sul mercato i Pentium III si scatenarono moltissime critiche: erano i primi processori dotati di una funzionalità capace di trasmettere in automatico un numero seriale, con ovvie ed immediate implicazioni sulla privacy. La notizia trapelò, suscitò enorme scalpore e persino un'indagine della Commissione Europea.

Intel, poco dopo, uscì dall'impasse spiegando che sì, quella funzionalità sarebbe stata integrata ma che poteva essere disabilitata di default: per essere rintracciabili col seriale bisognava quindi dare la propria approvazione attivando quella funzionalità, in seguito abbandonata definitivamente.
Oggi nuovi problemi per Intel a cui la Commissione europea ha inflitto una maxi-multa, pari a 1,06 miliardi di euro (1,45 miliardi di dollari), stabilendo un nuovo record storico.

L’azienda americana è stata multata per abuso di posizione dominante e pratiche anticoncorrenziali illegali. L'Antitrust europeo ha riconosciuto Intel colpevole di aver fornito ai produttori Cpu a prezzi inferiori a quelli ufficiali, assicurandosi in cambio l'esclusiva della fornitura.
Inoltre avrebbe anche versato direttamente a Media Saturn Holding (la società che possiede la catena MediaWorld) tra i 15 e i 20 milioni di dollari affinché le macchine con processori prodotti dalla concorrenza sparissero dagli scaffali.

Alcuni analisti ritengono che l'azione dell'Ue favorisca la garanzia di una concorrenza normale del mercato e rappresenti un incoraggiamento all'innovazione tecnologica. Altri ritengono che la multa abbia solo un significato simbolico che è maggiore della sua concreta efficacia e che sul lungo periodo non danneggerà la superiorità competitiva di Intel.

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