venerdì 29 maggio 2009

Debutta Google Wave


Google ha presentato un’anteprima di Google Wave al Google I/O, la conferenza di dedicata agli sviluppatori che si tiene in questi giorni al Moscone Center di San Francisco.

Google Wave sarà inizialmente disponibile solo in inglese per un numero ristretto di sviluppatori di tutto il mondo, per permettere loro di fornire il proprio contributo alla tecnologia prima che questa venga lanciata ufficialmente.
Google Wave presenta un ambiente virtuale in cui tutti i soggetti autorizzati potranno apportare il loro contributo che potrà essere anche consultato attraverso un'apposita cronologia dei diversi interventi.
Si tratta di un innovativo upgrade del suo sistema di posta elettronica, una nuova piattaforma che riunisce i servizi di comunicazione e collaborazione sviluppati dal colosso dei motori di ricerca, proponendo una nuova visione su come comunicare e collaborare on line.

Google Wave è un progetto per la creazione ex novo di una piattaforma unica per la comunicazione, pensata per la massima efficacia nell’interazione on line tra le persone. Con Wave, più utenti saranno in grado di dialogare, scambiare foto, video, mappe, documenti e altri tipi di informazioni in tempo reale all’interno di un ambiente unico e condiviso.

La nuova piattaforma combina posta elettronica, messaggistica istantanea, condivisione foto, LinkedIn, Facebook, Twitter, Google Docs, video, mappe e molto altro.Tutto è integrato in un unico strumento!
Come funziona? Potete creare l'onda, il messaggio iniziale, e aggiungerci persone, che lo riceveranno istantaneamente. Le altre persone coinvolte, a questo punto, potranno modificarla e integrarla, e tutti potranno vedere le modifiche nello stesso momento in cui vengono applicate.

Il messaggio, quindi, continua a muoversi da un utente all'altro, proprio come un'onda e, a ogni passaggio, si arricchisce e si modifica. Tutte le persone invitate a unirsi alla stessa “onda” si troveranno a lavorare nello stesso ambiente virtuale, portando ognuno il proprio contributo immediatamente visibile a tutti gli altri.
Gli utenti potranno quindi comunicare e lavorare insieme in un modo più ricco di possibilità, immediato e integrato. Il prodotto sarà disponibile a tutti, secondo indiscrezioni, entro la fine del 2009.

Che fine ha fatto la Polaroid?


Polaroid è un marchio registrato dalla Polaroid Corporation che da il nome ad uno speciale foglio di plastica utilizzato per polarizzare la luce. I fogli Polaroid vengono usati negli schermi a cristalli liquidi, nei microscopi ottici, negli occhiali da sole e, fino a non molto tempo fa, all’interno delle mitiche macchine fotografiche istantanee.

Nel febbraio del 2008 la Polaroid Corporation ha annunciato la cessazione della produzione di pellicole istantanee soppiantate dalle pratiche macchine digitali che hanno ormai invaso il mercato della fotografia.
All’inizio di quest’anno un gruppo di scienziati olandesi amatori delle pellicole Polaroid si è messo in testa di far ripartire la produzione di pellicole in tutto il mondo.

Il progetto si chiama “Impossible Project” e, per portarlo avanti, è stata acquistata una fabbrica Polaroid dismessa nei Paesi Bassi con lo scopo di far ripartire la produzione di pellicole per le vecchie fotocamere Polaroid.
Grazie ad un accordo di licenza valido per dieci anni e all’apporto di esperti di pellicole, i membri del progetto sperano di riuscire a commercializzare il nuovo prodotto con un nuovo nome e caratteristiche innovative.

Attualmente i nostalgici ricercatori stanno cercando di migliorare la formulazione delle pellicole per riuscire a rimpiazzare gli elementi chimici difficili da trovare o troppo costosi, per avere una produzione alla portata di tutti.
Il signor Kaps, a capo del gruppo di scienziati, è convinto che ci possa essere ancora mercato per questo tipo di apparecchi e che "quando tutti corrono in una direzione, si crea una nicchia di mercato in quella opposta".

Contemporaneamente Polaroid si sta impegnando nel rilancio in produzione di nuove macchine istantanee grazie ad una nuova tecnologia di stampa denominata Zink. La nuova macchina fotografica conterrà una piccolissima stampante a colori che opera su una carta fotografica particolare, fatta di pigmenti cristallini che si colorano grazie a un processo termico.

La tecnologia Zink è una piattaforma con una varietà infinita di prodotti ed applicazioni di mercato che ci consentiranno di stampare dove prima non avremmo mai potuto fare, senza dover più acquistare una cartuccia ad inchiostro o termica.
Grazie a questa tecnologia innovativa le macchine fotografiche Polaroid potrebbero tornare nel 2010, completamente rinnovate!

mercoledì 27 maggio 2009

Great Place to Work Institute


La “Great Place to Work Institute” è una società di ricerca e consulenza manageriale che ha base negli Stati Uniti e uffici internazionali affiliati in tutto il mondo. Il suo compito consiste nel supportare le aziende aiutandole a trasformare il loro ambiente di lavoro fornendo i servizi e gli strumenti più idonei a diventare organizzazioni più efficaci.

Il lavoro della società si basa sulle maggiori scoperte di più di 20 anni di ricerca di cui la fiducia tra manager e impiegati è la caratteristica principale che contraddistingue i migliori ambienti di lavoro.
Il Great Place to Work Institute conduce ricerche approfondite per capire che cosa rende un ambiente di lavoro eccellente e la continua ricerca, gli strumenti di misurazione, e i servizi di formazione hanno reso l’azienda leader nell'aiuto alla creazione di ambienti di lavoro ad elevata fiducia.

Secondo le ricerche “i leader degli ambienti di lavoro eccellenti riconoscono i benefici connessi a diventare e rimanere un eccellente posto di lavoro, tra questi benefici sono significativi i vantaggi di competitività tra cui una produttività più alta, una maggior capacità di trattenere le persone e un'accresciuta innovazione e creatività”.
Ogni anno Great Place to Work Institute Italia lavora con il quotidiano “Il Sole 24 Ore” per pubblicare la classifica dei migliori ambienti di lavoro, coinvolgendo aziende in 40 paesi di tutto il mondo.

Ogni lista mette in luce le aziende con i migliori ambienti di lavoro in un determinato Paese o Regione del mondo, usando lo stesso metodo sviluppato negli Stati Uniti con cui viene effettuata un'indagine presso i dipendenti sulla qualità delle relazioni che ci sono tra loro e il management.
Microsoft è risultata essere la migliore azienda a livello europeo: i suoi dipendenti europei la amano tanto da farle meritare per la seconda volta il titolo di MIGLIOR POSTO DI LAVORO.

Il Great Place to Work Institute è giunto a questa conclusione dopo aver ascoltato le opinioni di 300.000 dipendenti di 1.350 società europee.
Microsoft attribuisce il merito di questa vittoria all'adozione di un modello lavorativo flessibile e nell'attenzione alle persone: il centro inaugurato nei Paesi Bassi, per esempio, non impone orari rigidi e rende più piacevole e dinamica l'esperienza lavorativa.

In Italia si è piazzata al primo posto la Fater S.p.a., al secondo Microsoft Italia e al terzo la Coca Cola. Decathlon è al decimo posto e Mc Donald’s si conquista il ventiseiesimo.

Le licenze Creative Commons


Creative Commons è un'organizzazione non-profit che fornisce diverse licenze libere che i detentori dei diritti di copyright possono utilizzare quando rilasciano le proprie opere sulla Rete.
Obiettivo dell’organizzazione è quello di espandere la portata delle opere di creatività offerte alla condivisione e all'utilizzo pubblici e di rendere possibile, com'è sempre avvenuto prima di un sostanziale abuso della legge sul copyright, il ricorso creativo a opere di ingegno altrui nel pieno rispetto della legge.

Le licenze di tipo Creative Commons permettono a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservare gli altri, per mezzo di una varietà di schemi di licenze e di contratti che includono la destinazione di un bene privato al pubblico dominio o ai termini di licenza di contenuti aperti (open content).
Si tratta di una soluzione atta ad evitare i problemi che le attuali leggi sul copyright creano per la diffusione e la condivisione delle informazioni.

Il progetto fornisce anche dei metadata RDF/XML che descrivono la licenza ed il lavoro che rende più facile il trattamento automatico e la ricerca delle opere concesse con licenza Creative Commons; viene anche fornito un Founder's Copyright, un contratto che vorrebbe ricreare lo spirito del concetto originale di “copyright” così come introdotto dai padri fondatori nella costituzione americana.

Le licenze Creative Commons offrono sei diverse articolazioni dei diritti d'autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, per creatori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere, secondo il modello "alcuni diritti riservati".

Il detentore dei diritti può non autorizzare a priori usi prevalentemente commerciali dell'opera (opzione “non commerciale” o NC) o la creazione di opere derivate (“non opere derivate” o ND) e, se sono possibili opere derivate, può imporre l'obbligo di rilasciarle con la stessa licenza dell'opera originaria (“condividi allo stesso modo” o SA).

Le combinazioni di queste scelte generano le sei licenze CC, disponibili anche in versione italiana. Le licenze Creative Commons sono utilizzabili liberamente e gratuitamente, senza alcuna necessità di contattare CC per permessi o registrazioni.
Il gruppo di lavoro Creative Commons Italia possiede anche una propria pagina su Facebook dove vengono segnalati gli eventi più importanti organizzati dal gruppo come il “CCIT 2009”, un incontro annuale sullo stato di Creative Commons in Italia.

lunedì 25 maggio 2009

Tutti pazzi per le chiavette Usb!


La chiavetta USB sta diventando come il cellulare, un oggetto di grande utilità da portare sempre con se e che ormai è entrato a fare parte delle nostra vita in maniera indissolubile.

Le chiavi USB sono ormai diventate uno strumento indispensabile per immagazzinare dati e portarsi appresso, ovunque si vada, le cose che interessa avere a portata di mouse. Era quindi prevedibile che ai creativi di tutto il mondo venisse in mente di sbizzarrirsi nel realizzare centinaia di tipi di pen-drive, da quelli più seri a quelli più bizzarri e divertenti.

Quando parliamo di pen-drive USB, la prima cosa che ci passa per la testa è la classica chiavetta rettangolare che si può trovare ormai in qualsiasi supermercato o negozio di elettronica.

Esistono invece tantissime chiavette dalle forme più originali: dito mozzato, moneta, trenino, fragola, fetta di torta, biscotto, panino imbottito, chitarra, cosciotto di carne, penna, siringa, lego, sushi e moltissime altre.

Molto interessante l’idea di inserire la chiavetta all’interno dei coltellini multiuso (tipo coltellino svizzero) o all’interno di una cravatta così come sono molto funzionali le chiavette nascoste all’interno di collane, anelli, orecchini e braccialetti.

Paradossalmente il premio per l’idea più originale può essere dato all’inventore del pen-drive USB a forma di chiave da aggiungere al nostro portachiavi accanto a quelle di casa o della macchina.

Alle più modaiole ha pensato il marchio Brando che ha realizzato un pen-drive per tutte le appassionate di borse: sembra in tutto e per tutto una borsa in miniatura con il manico e la cerniera disegnata ma può memorizzare dati fino a 8 Gb, pesa soltanto 13 grammi ed è compatibile con tutti i sistemi operativi per un costo di 36 dollari.

Sempre alle donne è dedicata la chiavetta di Emtec che ha presentato una collezione "fashion" di memorie USB. Si chiama "Lady Crystal", ha un design molto particolare, un rivestimento di smalto perlato circondato da acciaio satinato e con incastonati tre brillantini. Le dimensioni ridotte rendono Lady Crystal estremamente pratica: solo 4 x 15,5 x 5 mm. La velocità di lettura dichiarata dal produttore è pari a 23 Mbyte/s, mentre la velocità di scrittura arriva a 10 Mbyte/s.
Con il comodo laccetto, è un raffinato accessorio che aggiunge un tocco di eleganza a borsette e cellulari. E' disponibile in versione da 2 Gbyte (11,90 euro), 4 Gbyte (17,90 euro) o 8 Gbyte (29,90 euro).

Per i signori uomini, infine, esiste una chiavetta che in poche mosse si trasforma nella pantera robot Ravage dei Transformers (40 dollari), la chiavetta a forma di tronco di legno (in vendita su Etsy a 65 dollari), di sega elettrica (nata per promuovere il film "Resident Evil 5") e quella racchiusa in un tappo di sughero per la “modica” cifra di 54 dollari.

Yahoo diventa Social


Yahoo, dopo essere stata ad un passo dall’essere acquisita da Microsoft e dopo il fallimento delle trattative, pensa ora di guardarsi intorno in cerca di un social network da comprare o, perlomeno, con cui stringere una partnership vantaggiosa.

Lo ha dichiarato il responsabile del settore tecnologico dell'azienda nonché vicepresidente esecutivo per quanto riguarda i prodotti, Ari Balogh, secondo il quale l’azienda acquisirà certamente degli astri nascenti del web 2.0, ma avrà un occhio di riguardo per i social network che, a suo dire, darebbero nuova linfa vitale a tutti gli attuali servizi a disposizione degli utenti.

L’acquisizione di un social network si integrerebbe inoltre perfettamente con i servizi che sono in previsione per il futuro: avere più servizi collegati significa avere più utenti e quindi maggiori entrate (anche solo pubblicitarie).

Yahoo sta pensando di comprare società che le consentano di tornare ad essere un attore importante nel mercato e di rinnovare i suoi prodotti. Evidentemente Carol Bartz (il nuovo CEO che ha sostituito a gennaio scorso uno dei fondatori di Yahoo!, Jerry Yang) sta cercando di rilanciare l’azienda e portarla al livello di Google e Microsoft.

Secondo Ari Balogh sarebbe proprio questo il momento giusto per comprare visto il calo delle valutazioni rispetto a sei/nove mesi fa. Balogh però non ha fornito troppi dettagli: ha parlato di colloqui con alcune compagnie, di partnership e di alcune "possibilità interessanti". Su una cosa è stato chiaro: la ricerca nel Web, così come la conosciamo oggi e di cui Google è il leader del settore, ormai è sorpassata.

Yahoo ha guadagnato 118 milioni di dollari nel primo trimestre, ma le sue vendite hanno perso il 13% in un anno, scendendo a 1,58 miliardi di dollari.
Intanto la nuova riorganizzazione del management, che ha visto confluire in un unico reparto il settore ingegneristico e quello relativo allo sviluppo del prodotto, permetterà a Yahoo di migliorare le applicazioni sui telefoni cellulari che utilizzano i suoi servizi.

Balogh ha confermato che Yahoo sta per fornire, già quest'anno, nuove applicazioni sul mondo dello sport per gli iPhone della Apple, aggiungendo che è intenzione della compagnia introdurre strumenti che consentano di configurare, contemporaneamente, i prodotti Yahoo su pc e su cellulare.

Cellulari, il futuro è nei pannelli solari


Sono diverse le marche di cellulari che si stanno cimentando nel mondo del risparmio energetico attraverso la creazione di modelli che sfruttano l’energia solare.
LG ha presentato, presso il Mobile World Congress di Barcellona, una serie di prodotti ecologici dedicati alla salvaguardia dell’ambiente e al risparmio energetico.

Primo fra questi il cellulare con pannelli solari sulla cover posteriore per la ricarica della batteria. A prima vista il modello è molto simile al Secret ma non è escluso che possa trattarsi solo di un prototipo in previsione di un modello dedicato. Caratteristiche di questo prodotto sono la possibilità di chiamate d’emergenza grazie alle celle solari e la creazione di una potenza di standby automatica in condizioni di media luminosità. Oltre al cellulare, LG ha presentato il vivavoce bluetooth con pannelli solari che si ricarica completamente in sole 33 ore di esposizione al sole.

Samsung ha presentato invece il nuovissimo Blue Earth, il primo cellulare a energia solare con touch screen. Per caricarlo basta voltarlo verso il lato posteriore dove sono sistemati dei piccoli pannelli solari che generano energia elettronica per il vostro mezzo di comunicazione mobile. Costruito in una plastica riciclata di nome PCM, plastica che si estrae facilmente dalle bottiglie d’acqua, ha un design molto particolare e soprattutto “ecologico” (la forma ricorda un sasso arrotondato di fiume).

Grazie alla “eco-interfaccia” sarà possibile configurare alcuni parametri per l’ottimizzazione della durata della carica così come il tempo di attività della retroilluminazione del display e della sezione che offre supporto al Bluetooth. E’ stato implementato anche un podometro, strumento in grado di contare i passi per misurare, in base alla distanza percorsa, quanta anidride carbonica in meno si è prodotta andando a piedi.

Infine è stato da poco presentato il prodotto della Sharp, il Solar Hybrid 936SH, che è un modello in grado di ricaricare la batteria sia tramite piccoli pannelli solari sia attraverso la tradizionale alimentazione a corrente elettrica. Sarà commercializzato entro l’estate da Softbank, il terzo operatore mobile del Giappone, al prezzo di 40 mila yen (circa 300 euro al cambio attuale).

Il cellulare, dotato di minuscoli pannelli fotovoltaici posizionati sul coperchio, garantisce una ricarica pari a un minuto di conversazione, o due ore in standby, per ogni dieci minuti di esposizione al sole. Inoltre, per non sprecare neanche un raggio, il Solar Hybrid è in grado di ricaricarsi automaticamente durante l’uso all’aperto, ed è dotato di un rivestimento che lo rende completamente impermeabile all’acqua.

martedì 19 maggio 2009

Wolfram Alpha, il nuovo motore di ricerca


Wolfram Alpha è un nuovo motore di ricerca rivoluzionario che, nelle intenzioni dell'autore, dovrebbe fare concorrenza a Google mettendo a disposizione degli utenti un algoritmo in grado di fornire risposte in base alla semantica e non in base all'indicizzazione come avviene per il gioiellino di Mountain View.

Si tratta di un progetto durato cinque anni e ideato da Stephen Wolfram che però nel passato è stato protagonista di altre iniziative altisonanti ma non troppo fortunate.
Se per l'algoritmo di Google sono molti i fattori che determinano i risultati di una ricerca (i link in entrata e in uscita, la compatibilità delle pagine con gli standard per il Web, il posizionamento di determinate chiavi tra i contenuti e così via), per Wolfram Alpha conta soltanto un fattore, il significato.

A Wolfram Alpha si possono fare domande oppure si possono digitare termini di ricerca e lui restituirà una sola pagina di risultato dettagliato, informazioni presenti in rete elaborate e rilasciate sotto forma di risultati impaginati. Passato il periodo di fase di prove generali intensive con alcuni beta tester, Wolfram Alpha è ora disponibile al mondo intero anche se, per ora, solo in lingua inglese.

Gran parte della stampa specializzata lo aveva definito come il motore di ricerca anti-Google mentre si è rivelato, alla fine, uno strumento molto utile ma molto differente dal leader indiscusso del mercato. Un servizio ottimo per chi cerca risposte esaurienti a quesiti ben precisi.

I risultati generati da questo motore di ricerca sono estremamente variegati, ricercando per esempio il termine "Google" si otterranno anche informazioni relative allo stato economico dell'azienda di Mountain View e sull'andamento azionario dei suoi titoli.

Wolfram Alpha permette anche di cercare informazioni relativamente a persone, curiosamente i risultati relativi agli esseri umani presentano anche una timeline che rappresenta la lunghezza della vita di una persona attraverso una semplice linea blu.
Si pone quindi come una valida alternativa a Google in quanto non è un mero “clone” ma un mezzo totalmente diverso, uno strumento integrativo che può rivelarsi molto utile per una ricerca incrociata.

L’auto intelligente


Tra il 2015 e il 2020 arriverà l'auto intelligente grazie al progetto finanziato dall’Unione Europea, Fiat, Safespot e Cvis (Sistemi Cooperativi Veicoli-Infrastrutture).

L’obiettivo del progetto europeo SAFESPOT è quello di studiare la prossima generazione dei sistemi di sicurezza per le automobili. La novità, rispetto al passato, è rappresentata dall'approccio "cooperativo" tra le vetture e le infrastrutture, che in futuro potranno dialogare fra loro per ridurre gli incidenti stradali.

Sarà tra noi entro i prossimi 11 anni, ne sono certi i responsabili del progetto olandese di Helmond (la Silicon Valley europea) per il quale sono stati stanziati circa 80 milioni di euro. Un obiettivo ambizioso, ma mai come questa volta pare che gli investimenti siano ingenti e che soprattutto vedano coinvolte numerose società attive nel mondo delle quattro ruote, oltre a diversi istituti di ricerca.
L'auto intelligente sarà in grado di evitare possibili incidenti, di regolare il traffico (ad esempio facendo diventare verdi i semafori quando ci si avvicina a un incrocio), di ridurre i consumi di benzina e di cercare parcheggio da sola.

Una centrale operativa controllerà in tempo reale i semafori per fluidificare i flussi di traffico, facendoli passare da rosso a verde a seconda dell'esigenza. La tecnologia Safespot sta lavorando su una rete wireless che metta in collegamento le macchine tra loro e con le infrastrutture per consentire la localizzazione sul corto raggio (massimo 400 metri), mentre quella Cvis si occupa del medio-lungo raggio e del software delle applicazioni.

Come accennato anche la Fiat è attiva per la realizzazione del progetto dell'auto intelligente. "Il costo finale delle nostre apparecchiature non sarà particolarmente alto, si tratterà di montare sulle macchine poche componenti in più", ha dichiarato Roberto Brignolo del Centro Ricerche Fiat; "probabilmente in futuro sceglieremo delle città pilota e poi speriamo che il resto dell'Europa ci segua".

Qualcosa del genere è già stato sviluppato da alcuni dei migliori costruttori di automobili come Bmw, Mercedes e Opel sui modelli di ultima generazione già in vendita che sono in grado di "leggere" da soli i segnali stradali dei limiti di velocità e quindi di regolare automaticamente l'andatura della macchina.

In Giappone Nissan e Toyota sono già molto avanti su questo progetto e hanno già mostrato diversi prototipi funzionanti. Ma la corsa a chi proporrà un simile dispositivo in serie è ancora aperta.

venerdì 15 maggio 2009

Maxi Multa per Intel


La Intel Corporation è un'azienda multinazionale produttrice di semiconduttori (microprocessori, dispositivi di memoria, circuiti di supporto alle telecomunicazioni e alle applicazioni informatiche) con sede a Santa Clara, California. Fondata nel 1968, è oggi leader nel suo segmento di mercato, ed è nota soprattutto per essere la prima produttrice mondiale di microprocessori.

Intel all'inizio produceva componenti per memorie e, durante gli anni settanta, era divenuta leader nella produzione di memorie DRAM, SRAM e ROM. Da quando però nel 1971 Marcian Hoff, Federico Faggin, Stanley Mazor e Masatoshi Shima inventarono il primo microprocessore, l'Intel 4004, gradualmente fino agli anni ottanta la produzione si spostò verso quella dei microprocessori facendo diventare Intel una dei colossi in questo settore.

Quando Intel introdusse sul mercato i Pentium III si scatenarono moltissime critiche: erano i primi processori dotati di una funzionalità capace di trasmettere in automatico un numero seriale, con ovvie ed immediate implicazioni sulla privacy. La notizia trapelò, suscitò enorme scalpore e persino un'indagine della Commissione Europea.

Intel, poco dopo, uscì dall'impasse spiegando che sì, quella funzionalità sarebbe stata integrata ma che poteva essere disabilitata di default: per essere rintracciabili col seriale bisognava quindi dare la propria approvazione attivando quella funzionalità, in seguito abbandonata definitivamente.
Oggi nuovi problemi per Intel a cui la Commissione europea ha inflitto una maxi-multa, pari a 1,06 miliardi di euro (1,45 miliardi di dollari), stabilendo un nuovo record storico.

L’azienda americana è stata multata per abuso di posizione dominante e pratiche anticoncorrenziali illegali. L'Antitrust europeo ha riconosciuto Intel colpevole di aver fornito ai produttori Cpu a prezzi inferiori a quelli ufficiali, assicurandosi in cambio l'esclusiva della fornitura.
Inoltre avrebbe anche versato direttamente a Media Saturn Holding (la società che possiede la catena MediaWorld) tra i 15 e i 20 milioni di dollari affinché le macchine con processori prodotti dalla concorrenza sparissero dagli scaffali.

Alcuni analisti ritengono che l'azione dell'Ue favorisca la garanzia di una concorrenza normale del mercato e rappresenti un incoraggiamento all'innovazione tecnologica. Altri ritengono che la multa abbia solo un significato simbolico che è maggiore della sua concreta efficacia e che sul lungo periodo non danneggerà la superiorità competitiva di Intel.

giovedì 14 maggio 2009

Office 2010


In questi giorni sono state diffuse due notizie importanti relative al nuovo Microsoft Office: il rilascio di un'importantissima patch di sicurezza in grado di correggere ben 14 vulnerabilità in PowerPoint, indirizzata alle attuali versioni di Office, e la possibilità di richiedere una Technical Preview di Office 2010.

Chiunque desiderasse testare in anteprima Office 2010, nuova versione della suite di programmi targata Microsoft, può inviare fin da oggi i propri dati attraverso un modulo presente sul sito ufficiale.

Non tutti però potranno avere l’onore di provare il nuovo strumento, infatti tra tutte le richieste pervenute verranno scelti alcuni fortunati che, a partire dal prossimo 1 luglio, avranno la possibilità di scaricare ed installare in anteprima Office 2010.

Sul nuovo sito, chiamato per l’occasione “Office 2010 The movie", si ha la possibilità di iscriversi per accedere alla Technical Preview di luglio che sarà disponibile per una durata di 30 giorni circa.

Su www.office2010themovie.com tutti coloro che sperano di avere qualche indizio sulla nuova versione di Office potranno visualizzare il contatore che indica i giorni che mancano all'anteprima e il trailer.
Si tratta di un filmato che assomiglia in tutto e per tutto ad un trailer cinematografico ma è dedicato a Office 2010. Non svela praticamente niente, ma mostra come Microsoft abbia ancora qualche soldo da spendere per la cura della sua immagine.

Fra le caratteristiche del nuovo software vi sono: il cambiamento dell'interfaccia, che si caratterizzerà per una maggiore sincronia con la versione on line del pacchetto, e la compatibilità con i sistemi a 32 bit e 64 bit, oltre che con gli ultimi sistemi operativi prodotti dall'azienda (Xp SP3, Vista e Windows 7, che si appresta ad essere lanciato nei prossimi mesi).

Oltre a ciò, gli utenti non dovranno sostituire alcun componente hardware per poter usufruire del nuovo software Microsoft. Per quanto riguarda le richieste in termini hardware, il team che si è occupato dello sviluppo assicura che i nuovi programmi saranno pienamente fruibili da tutte quelle macchine che fino ad oggi hanno potuto utilizzare Office 2007.

Il codice di migrazione in bolletta


Molto spesso quando un utente vuole cambiare gestore di telefonia fissa, il vecchio gestore fa di tutto per ritardare l’invio dell’ormai celebre "codice di migrazione", al fine di scoraggiare il passaggio dell'utente ai gestori concorrenti.

Potete tranquillamente fare una prova chiamando il vostro provider di telefonia e provando a richiedere detto codice. Ovviamente gli operatori cascheranno dalle nuvole, i tecnici vi consiglieranno di contattare il commerciale e i commerciali vi diranno di chiamare i tecnici.

E’ successo a più persone di riuscire a ottenere un codice, dopo mille peripezie, per poi scoprire che non si trattava del codice richiesto: il vero codice di migrazione dovrebbe essere alfanumerico e composto da 18 caratteri.
Ottenere il codice di migrazione è necessario per evitare di pagare i costi di attivazione e per poter mantenere il vecchio numero telefonico.

Peggio ancora, moltissimi utenti (alcuni addirittura appena deceduti) si ritrovano a passare a un altro gestore telefonico senza averlo mai richiesto e senza nemmeno saperlo.

Per evitare questi abusi, già oggetto di recenti provvedimenti dell'Antitrust e dell'Authority per le Comunicazioni contro Telecom Italia, Vodafone e Tele2, l’Agcom si appresterebbe a emettere un provvedimento con cui obbliga i gestori a pubblicare in bolletta il codice di migrazione.

Agcom è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: indipendenza e autonomia sono elementi costitutivi che ne caratterizzano l’attività e le deliberazioni. Al pari delle altre autorità previste dall’ordinamento italiano, l’Agcom risponde del proprio operato al Parlamento, che ne ha stabilito i poteri, definito lo statuto ed eletto i componenti.

L’Agcom è innanzitutto un’autorità di garanzia: la legge istitutiva affida all’Autorità il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini.
Il solo codice di migrazione non sarà però sufficiente per cambiare gestore ma dovrà essere integrato da un pin segreto, comunicato all'utente in forma riservata, al fine di evitare cambiamenti non richiesti e non autorizzati.

giovedì 7 maggio 2009

Wikipedia dichiara il falso


Wikipedia è una enciclopedia on line multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un'organizzazione senza fine di lucro. È pubblicata in circa 250 lingue differenti, la versione in inglese è quella col maggior numero di voci che spaziano dagli argomenti propri di una tradizionale enciclopedia a quelli geografici e di attualità. Scopo dell’enciclopedia on line è quello di creare e distribuire un mezzo ricco di contenuti ma libero.

La caratteristica primaria di Wikipedia, infatti, è che dà la possibilità a chiunque di collaborare, utilizzando un sistema di modifica e pubblicazione aperto. Wikipedia è uno dei dieci siti più visitati al mondo: riceve, infatti, circa 60 milioni di accessi al giorno.

Il web oggi propone diverse fonti di informazione ma molte di esse, come Encarta di Microsoft, sono destinate a morire. Microsoft ha annunciato che a partire dal prossimo mese di novembre MSN Encarta chiuderà i battenti, unica proroga concessa riguarda gli utenti giapponesi che potranno accedere ai servizi on line fino al termine del 2009.

Le motivazioni alla base di questa scelta sono facilmente ipotizzabili in questo particolare momento economico ma non si tratta di una notizia positiva per l’informazione in Rete che, troppo spesso, si è rivelata inaffidabile e poco precisa.
Un esempio di tale inaffidabilità ci proviene da un caso accaduto proprio in questi giorni, protagonisti Wikipedia e uno studente irlandese. Shane Fitzgerald, studente in sociologia ed economia alla University College Dublin, è riuscito a inserire all’interno dell’enciclopedia una citazione che si è rivelata totalmente falsa e frutto della sua inventiva.

In seguito alla morte di un celebre musicista francese, Maurice Jarre, molti quotidiani di fama internazionale hanno riportato questa citazione: “Si potrebbe dire che la mia vita stessa è stata la musica di un film. La musica era la mia vita, la musica mi ha dato la vita e la musica è il motivo per il quale resterà nei ricordi di molti quando me ne andrò”.

A riportare la frase, molte delle più famose e autorevoli testate inglesi: The Guardian, The London Independent, BBC Music, Magazine, Daily Mail e altre prestigiose testate indiane e australiane.
Il giovane irlandese ha voluto così dimostrare fino a che punto i giornalisti dipendano dalle informazioni che circolano su internet, avvalendosi di Wikipedia, portale consultato dal molti operatori del settore.

Alla prima pubblicazione, Wikipedia aveva soppresso la citazione perché priva di fonti attendibili. Lo studente l'ha poi ripubblicata, sfuggendo al terzo tentativo al controllo dell'enciclopedia on line e ottenendone la permanenza sulla pagina dedicata a Jarre.
Una volta concluso l'esperimento, Shane Fitzgerald ha inviato un’e-mail alle testate per spiegare l’inganno.

Potrebbe cambiare il “governo” del Web

ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è un ente non profit, con uffici a Marina del Rey (California) e a Bruxelles, che ha la responsabilità di assegnare gli indirizzi IP (Internet Protocol) e di gestire il controllo dell'utilizzo dei nomi (domini) a livello mondiale. L’ICANN opera in base ad un accordo con il ministero statunitense del commercio che scadrà il prossimo 30 settembre.

Nel passato, questi servizi erano garantiti da IANA (Internet Assigned Numbers Authority), su mandato del governo degli Stati Uniti, e da altri enti.
Avendo alla base una partnership pubblico-privato, ICANN ha la funzione di salvaguardare la stabilità operativa di Internet, di promuovere la competizione a livello di mercato dei nomi a dominio, di garantire il più elevato livello di rappresentatività della comunità Internet e di sviluppare politiche coerenti con il suo mandato tramite processi partecipati e consensuali.

Il contratto per l'ICANN è stato assegnato dal Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti, tuttavia la sua gestione dei domini e, in particolare, l'introduzione di sette nuovi top-level domain generici, ha suscitato molte critiche ed è tuttora oggetto di controversie.

In questi giorni il commissario europeo Viviane Reding ha avanzato una proposta atta a riorganizzare profondamente l’Icann così come la governance di tutto il Web. La Reding non ha dubbi in proposito ed è determinata a spostare gli attuali equilibri all'interno del famoso ente, il cui principale referente è stato fino a ora il

Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti. La proposta prevede una piena privatizzazione dell'ICANN e un aumento delle sue responsabilità a partire dal prossimo autunno.
Secondo il commissario europeo, “è necessaria una forma di governo di Internet più responsabile, più trasparente, più democratica e più multilaterale" e perché ciò possa accadere è indispensabile che l’ente si sganci dal controllo del governo degli Stati Uniti.

Il Commissario Reding pensa che non sia giusto né logico lasciare a un solo governo o a un'unica nazione il compito di decidere le questioni circa il funzionamento di Internet, che invece è diffuso nel mondo intero.

"È assolutamente necessario che l'ICANN sia soggetto all'obbligo di rendicontazione", ha affermato Viviane Reding che continua: "la decisione giusta è quella risalente all’amministrazione Clinton, ossia privatizzare progressivamente il sistema dei nomi di dominio e degli indirizzi internet. A lungo termine non è difendibile che il ministero di un solo paese abbia il controllo su una funzione di Internet utilizzata da centinaia di milioni di cittadini nei paesi di tutto il mondo".

martedì 5 maggio 2009

Windows 7 gratis per un anno


Windows 7 è la prossima versione del sistema operativo Microsoft Windows destinato a pc, portatili, tablet PC, netbook e media center. Microsoft ha iniziato a pianificare lo sviluppo di Windows 7 nel 2007, con l'obiettivo di rilasciarlo tre anni dopo il suo predecessore, il criticatissimo Windows Vista.

Al contrario del suo predecessore, Windows 7 è stato progettato per essere un aggiornamento di Vista, con il risultato di essere completamente compatibile con driver, applicazioni ed hardware che sono già compatibili con Windows Vista.
Le presentazioni offerte dalla compagnia nel 2008 hanno mostrato il supporto multi-touch, una shell ridisegnata con una nuova taskbar, un sistema di condivisione casalingo chiamato HomeGroup, e miglioramenti delle prestazioni.

La nuova versione di Windows è sempre più vicina alla data di uscita definitiva. Infatti, Microsoft ha reso disponibile ai propri partner e ai programmatori la versione Release Candidate (candidata a essere quella definitiva) già il 30 aprile, ma da domani, 5 maggio, e fino al 30 giugno 2010 sarà liberamente scaricabile da parte di tutti gli utenti che lo desiderino, direttamente dal sito (www.microsoft.com/windows/windows-7).

La versione è completa di tutte le funzionalità, la prima e unica Release Candidate di Windows 7. Ciò significa che non ci sarà un'altra Rc e che la prossima versione sarà la Rtm (Release to Manufacturing), che rispecchierà il prodotto finito, lo stesso che potremo acquistare nei negozi o trovare installato sui nuovi pc.
Requisiti minimi per poterlo installare: Cpu da almeno 1 GHz, 1 Gbyte di Ram, 16 Gbyte di spazio su disco (64 per la versione a 64 bit) e scheda video che supporti almeno DirectX 9 e Windows Display Driver Model 1.0.

Il download della beta di Windows 7 aveva provocato un forte intasamento dei server Microsoft, cosa che questa volta non dovrebbe accadere in quanto la versione Rc potrà essere scaricata da un numero illimitato di utenti e per un periodo di tempo più ampio. Questa versione sarà utilizzabile fino al 1 giugno del 2010, ma non potrà essere aggiornata in alcun modo alla versione definitiva.

Preparatevi dunque ad usare Windows 7 gratuitamente per più di un anno, ma non abituatevi troppo perchè dal 2 marzo 2010 la versione Rc entrerà in modalità pre-scadenza: non ci saranno limitazioni al funzionamento o alle prestazioni, ma bisognerà riavviare il sistema ogni due ore; la stessa cosa accadrà agli utenti della versione beta che, nonostante la scadenza ufficiale sia stata fissata per il primo agosto, già dal 1 luglio dovranno riavviare il sistema periodicamente.

Kindle: nuova versione


Amazon ha lanciato sul mercato la prima versione di Kindle nel 2007 per cercare di resuscitare l’agonizzante mercato degli e-book. Fino ad allora era possibile portarsi dietro solo la musica preferita grazie ai lettori Mp3 mentre con Kindle è diventato possibile tenere in tasca la biblioteca domestica: il nuovo lettore di libri elettronico, infatti, era in grado di contenere in memoria 200 volumi.

La prima versione era decisamente cara (circa 300 euro) e poco elegante ma rappresentava un enorme passo avanti rispetto ai vecchi lettori portatili di e-book perché dotato di un collegamento senza fili per comprare libri da Amazon e scaricarli anche senza un pc a disposizione.

Amazon sottoscrisse accordi con diverse case editrici per mettere da subito a disposizione degli acquirenti di Kindle un grande numero di e-book. Dal 2004 si parlava di un lettore portatile pensato dal colosso delle vendite on line, ma per anni gli sviluppatori hanno dovuto confrontarsi con i difetti dei prototipi.

Alla prima versione è poi seguito Kindle 2, più sottile (spessore di circa 1 cm.) e un po' meno sgraziato del predecessore, pesava solo 300 grammi e, grazie allo schermo e-paper da 6 pollici con risoluzione di 600 x 800 pixel, consentiva di visualizzare 16 toni di grigio anziché 4 soltanto.

A giorni arriverà, secondo indiscrezioni, Kindle 3 pensato apposta per poter leggere con comodità i quotidiani grazie a uno schermo più grande (per questo motivo potrebbe anche chiamarsi Kindle Maxi).
Ufficialmente non si sa ancora nulla ma le indiscrezioni parlano di una crescita della diagonale del display, che passerebbe da 6 a 9 o addirittura a 12 pollici.

Inoltre dovrebbe avere un browser decisamente migliore e implementare, naturalmente, almeno tutte le caratteristiche proprie della versione 2.
La nuova versione e' disegnata sulle misure di quotidiani e periodici e potrebbe permettere agli editori di risparmiare milioni di dollari sui costi di stampa e distribuzione.

Nonostante ciò sono molti gli scettici riguardo ai benefici che Kindle 3 potrebbe portare alla diffusione dei quotidiani. La distribuzione agli studenti di 6 college tra cui Princeton, potrebbe contribuire ad aumentarne la popolarità nell'ambiente scolastico, come sostituto dei pesanti volumi tradizionali.