giovedì 30 aprile 2009

Vivere sulla Luna


L’idea di poter vivere o passare qualche giorno sulla Luna è ormai in auge da anni. Andare sulla Luna sembra non essere più fantascienza, ma un'opportunità che si potrebbe concretizzare… per chi potrà permetterselo.

Potrebbe essere il business del futuro: i nomi delle società interessate al progetto futuristico sono tutt'altro che sconosciuti. Per cominciare c'è l'idea di un complesso lunare presentato dalla catena alberghiera Hilton, il Lunar Hilton Hotel che sarà un edificio composto da due torri alte 160 metri, in grado di accogliere 400 persone. Si tratta di strutture particolari con pareti dotate di vetri speciali in grado di assorbire le radiazioni e di regolare la temperatura all’interno.

Anche il Giappone si è fatto avanti: una società di Tokyo, la Shimizu Corporation, conosciuta per le sue architetture estreme, sta progettando un hotel orbitante con 64 stanze, per un totale di 200 posti. Grazie al moto rotatorio della struttura si potrà riprodurre una gravità artificiale all'interno dell'hotel. La società giapponese conta di portare a termine il progetto nel giro di vent'anni.

I passeggeri che vorranno recarsi sulla Luna dovranno imparare a camminare, infatti sulla Luna la gravità è 6 volte inferiore e non esiste atmosfera, quindi si sarà obbligati a indossare grosse tute spaziali. Gli esperti dicono che un uomo senza grossi problemi fisici potrebbero soggiornare sulla Luna anche per lunghi periodi. Naturalmente bisognerebbe fare molti esercizi per tenere i muscoli e le ossa in forma fisica normale. Comunque una volta tornati sulla Terra in un breve periodo si ritornerebbe normali.

Un progetto forse più serio è quello che sta per essere messo a punto in Svezia dove quattordici studenti all’ultimo anno presso l'Università di Malardalen, stanno lavorando a questo ambizioso progetto: un robot in grado di costruire case sulla Luna. I ragazzi, che frequentano il master in Scienze della Robotica, vengono seguiti e guidati dal professor Lars Asplund.

I giovani studenti lavorano con la collaborazione della Swedish Space Corporation per la parte strettamente tecnica e del noto artista Mikael Genberg per la soluzione visiva del modulo (anche l'occhio vuole la sua parte) che sta sviluppando un semovente adatto all'accidentato suolo lunare che sia anche in grado di essere trasportato riducendo al minimo peso e ingombro.

Il primo modulo abitativo lunare si chiama Roony ed è in fase di avanzata progettazione: potrà essere posizionato dal robot svedese che sarà anche in grado di scegliere un sito idoneo al suo posizionamento.

Dal sito del progetto Roony si apprende che la "casa" dovrebbe avere un peso massimo uguale a quello del robot, che è di 5 Kg, ed occupare un volume non superiore ai 6 litri; infine la superficie netta ricavabile, una volta dispiegato e sistemato sul terreno il modulo abitativo, dovrebbe essere pari a circa 10 metri quadrati, una misera stanzetta inferiore ai 3 x 3,5 metri.

INQ1 rivoluziona la telefonia


“Tre” evolve l'idea del proprio SkypePhone inglobando nel nuovo INQ1 anche Facebook, Windows Live Messenger e Last.FM, con la promessa di cambiare le regole della telefonia mobile.

Per l'INQ1 Skype non è una novità dato che è integrato ormai da tempo nella prima versione del telefonino h3g. Portare Skype nella telefonia mobile è stato un esperimento coraggioso visto che i carrier normalmente evitano di correre il rischio concreto che il client VoIP sottragga risorse alle ricche casse del settore. Bisogna prendere atto del fatto che H3g sia l'unico operatore mobile italiano ad aver accolto Skype tra i servizi della propria offerta.

Per il gruppo “Tre” il concetto si è rivoltato: sottrarre appetibilità alla telefonia significa donarla al traffico dati, il che permette così di ripensare completamente il concetto di telefono riempiendo il dispositivo di applicazioni che ne moltiplicano il valore di utilizzo.

IMQ 1 è il primo cellulare al mondo studiato specificamente per i principali social che vi sono integrati in modo assolutamente trasparente. Dietro l'INQ1 c'è un concetto totalmente differente, formalmente banale ma portatore di significati che vanno oltre il concetto di telefonia odierno.
Si presenta come un cellulare leggero (pesa solo 100 grammi) e sottile nonostante sia uno "slider" (misura 97x47,6x14,4 millimetri) ed è disponibile nei colori Silver o Black; offre un display Lcd TFT da 2,2 pollici con risoluzione 240x320 pixel a 262.000 colori.

Il menù funzioni include connettività UMTS/HSDPA, Bluetooth 1.2, 50MB di memoria espandibile tramite microSD fino a 4 GB. La batteria in dotazione offre oltre 300 ore in stand-by o oltre 6 ore in conversazione». L'INQ1 è stato premiato lo scorso febbraio in occasione del World Mobile Congress di Barcellona come il miglior cellulare al mondo.

Le particolarità stanno però nei servizi integrati, come la condivisione immediata su Facebook delle fotografie scattate con la fotocamera da 3,2 megapixel, la presenza di Skype e di Windows Messenger e l'accesso rapido, direttamente dall'home page del telefonino, ai siti preferiti, tra cui già ci sono Google e YouTube.

Fino al 31 dicembre del 2009 i clienti che aderiranno all'offerta avranno a disposizione fino a 3 Gbyte di navigazione gratuita al mese; dal 27 aprile potranno avere INQ1 in comodato d'uso gratuito impegnandosi ad effettuare almeno una ricarica mensile di 10 euro oppure in acquisto, adottando il piano ricaricabile Super 10, a 99 euro.

martedì 28 aprile 2009

Influenza suina: la situazione non migliora

Gli esperti ritengono che si tratti di un nuovo virus che ha potenziale pandemico, ma non si sa ancora se possa causare una pandemia. La prudenza è ovviamente d'obbligo, in attesa di conoscere in modo preciso le caratteristiche del virus e l'evolversi della situazione.

L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha reso noto che il virus della febbre suina individuato negli essere umani "non ha mostrato per ora alcuna resistenza ai due farmaci utilizzati per trattarlo", cioe' l'Oseltamivir e lo Zanamivir.
Il comitato d'emergenza dell'Oms non si riunirà oggi per esaminare il livello di allerta pandemico, che è stato alzato ieri a 4 dalla fase 3, su una scala che va da uno fino a un massimo di sei.

La decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di superare per la prima volta il grado 3 della scala di allerta, è giunta dopo una giornata che ha registrato i primi casi europei: due in Scozia e uno in Spagna. I contagiati recenti erano tutti stati in Messico, epicentro dell'epidemia, dove la situazione non migliora.

Intanto già si sente parlare del livello 5: elevare l'allerta al livello 5 rappresenta una decisione molto importante, che l’Oms prenderà solo quando avrà la certezza di trovarsi di fronte a una pandemia. E' quanto ha detto oggi il portavoce Gregory Hartl in una conferenza stampa a Ginevra.

L'importanza di una decisione del genere, ha spiegato il protavoce dell'Oms, è motivata anche dal fatto che ciò significherebbe sospendere la produzione dei vaccini per l'influenza stagionale per concentrarsi solo su quello pandemico.

Hartl ha inoltre confermato che al momento sono quattro le aziende farmaceutiche che stanno lavorando alla produzione di un vaccino, ribadendo che ciò richiederebbe però diversi mesi per la produzione e altrettanti per ottenerne grandi quantitativi.
Quella degli Stati Uniti resta l'area più colpita, dopo il Messico, dall'epidemia influenzale. Gli esami di laboratorio hanno confermato 40 casi in cinque diversi stati (almeno 28 a New York, 11 in California, 2 in Texas, 2 in Kansas e 1 in Ohio).

Il ministro italiano del Welfare, Maurizio Sacconi, invita a non fare allarmismi: "Basti pensare a quanto è successo con l’aviaria per essere avvertiti della necessità di non ripetere reazioni sproporzionate". "L’Italia è pronta ad affrontare l’influenza suina nel caso il virus sbarcasse sul nostro territorio, anche dal punto di vista della disponibilità di farmaci", ha quindi assicurato il ministro del Welfare facendo sapere che il Paese è pronto e attrezzato.

L’App Store di Apple festeggia!


L’App Store è il negozio virtuale della Apple che distribuisce software e applicazioni per dispositivi iPhone e iPod: permette di scaricare applicazioni create con l'iPhone SDK, che sono disponibili sia gratuitamente sia a pagamento.

L'App Store ha cominciato la sua attività il 10 luglio 2008 e, in soli nove mesi, è giunto a risultati straordinari: gli utenti di iPhone e iPod Touch hanno acquistato un miliardo di applicazioni.

Sulle home page dei principali siti Web di informazione statunitensi va in onda in queste ore un nuovo spot pubblicitario di Apple dedicato proprio a questo traguardo: un iPhone ben visibile sulla destra del sito raccoglie una cascata di icone di applicazioni che, scorrendo per tutta la parte più alta della home page, entrano in scena sulla sinistra e scorrono dentro allo schermo dello smartphone.

Oggi App Store conta oltre 35 mila applicazioni disponibili per i clienti di 77 nazioni, ma entro l’estate l'aggiornamento software iPhone OS 3.0 fornirà agli sviluppatori nuove API che abiliteranno l'acquisto direttamente dall'applicazione, la connessione peer-to-peer, il controllo di accessori dalle applicazioni e la notifica Push.

Gli altri concorrenti come Google, RIM e Nokia sono ancora molto distanti dal rendere la vita difficile ad Apple, ma guardando tutti gli App Store che ultimamente si sono aperti, forse più avanti nel tempo la concorrenza si farà molto più agguerrita e questo, come vuole la legge del mercato, porterà benefici a tutti gli utenti finali.

Nell'attesa del miliardesimo download, la società di Cupertino mostrava sui propri siti un contatore: chiunque abbia contribuito, fin dall'inizio di questa operazione, a incrementare il contatore (oppure abbia compilato l'apposito form) ha anche partecipato al concorso collegato.
Apple infatti, per celebrare l'importantissimo traguardo, ha messo in palio un MacBook Pro, una iTunes Gift Card dal valore di 10 mila euro, un iPod Touch e una Time Capsule.

Il fortunato utente che ha effettuato il miliardesimo download è Connor Mulcahey, un ragazzo di tredici anni che vive nel Weston Connecticut (USA).
Era già un buon momento per l’azienda App Store che aveva concluso il suo primo trimestre di vendite del 2009 con un fatturato molto soddisfacente e che oggi festeggia un primo posto nella classifica dei negozi on-line.
Raggiunto il miliardo, la sfida continua e si punta ai due con nuove proposte di modelli e accessori iPhone.

sabato 25 aprile 2009

Le Memorie Ferroelettriche


Da una ricerca condotta negli Stati Uniti è emerso che tra non molto i dischi rigidi, le memorie Flash e Ram potrebbero venir sostituite da un'unica soluzione: le F-RAM o Memorie Ferroelettriche.

Uno dei vantaggi delle memorie RAM Ferroelettriche rispetto alle tradizionali memorie è che nella memoria F-RAM non esiste alcuna differenza tra i tempi di accesso in scrittura ed in lettura: può essere considerata a tutti gli effetti una vera e propria RAM non volatile.

Un altro vantaggio considerevole della memoria F-RAM è che l’operazione di scrittura è estremamente veloce, dal momento che non è richiesto alcun ciclo di ritardo addizionale. Le memorie non volatili tradizionali, come flash ed eeprom, richiedono l’applicazione di una tensione elevata durante l’esecuzione della scrittura: ciò comporta un maggior assorbimento di corrente e lunghi cicli di ritardo.

Le caratteristiche della memoria F-RAM possono perciò essere riassunte come segue:
• tempo di accesso in scrittura comparabile al tempo di accesso in lettura (meno di 100 nanosecondi)
• la tensione richiesta per la scrittura è uguale alla tensione richiesta per la lettura (3V in alcuni modelli Ramtron)
• elevato numero di accessi in scrittura
Diversamente dalle Ram normali le F-Ram sono dunque un tipo di memoria non volatile che, utilizzata nei Pc al posto di Ram e hard disk, farebbero sparire la necessità di ibernare o sospendere il computer.

Attualmente, la Ram "ricorda" lo stato del sistema quando questo è in esecuzione. Quando si avvia la procedura di ibernazione, questa situazione viene riversata sul disco, dal quale sarà letta alla riaccensione.
Nel caso della sospensione, invece, è la Ram stessa a conservare lo stato grazie all'energia fornita dalla batteria (per esempio nel caso di un portatile) o dalla rete elettrica.

Sostituendo Ram e dischi rigidi con le F-Ram, la memoria potrebbe conservare indefinitamente lo stato del sistema anche senza alimentazione e non servirebbero tecniche particolari per avere un'accensione quasi istantanea.
Le F-Ram non vengono ancora usate su larga scala nei computer perché, pur avendo tra i vantaggi un maggior numero di cicli di lettura/scrittura rispetto alle memorie Flash e un minor consumo energetico, soffrono di una bassa densità di immagazzinamento dei dati e di alti costi di produzione.

mercoledì 22 aprile 2009

La mia Aria, un sito contro l’inquinamento


Al giorno d’oggi siamo tutti molto sensibili ad argomenti come il risparmio energetico, la conservazione dell'ambiente e la lotta all’inquinamento.

Di conseguenza sono sorti diversi centri di rilevamento delle variazioni atmosferiche, non soltanto in rapporto alle previsioni del tempo o al cosiddetto "buco dell'ozono" ma anche e soprattutto rivolti alla divulgazione di dati relativi agli inquinanti atmosferici più comuni, raccogliendo ed organizzando i dati sia mediante le centraline a livello del suolo che attraverso i rilevamenti satellitari.

Da pochi giorni è attivo in rete un sito chiamato “La mia Aria” che è in grado di fornirci l'immagine previsionale della qualità dell'aria che respiriamo, con le percentuali di dispersione delle polveri nell'atmosfera.

La previsione della qualità dell’aria, realizzata dal Environmental System Analysis per lamiaaria.it, è il risultato dell’applicazione di modelli matematici. Il sistema modellistico utilizzato si chiama AQM (Air Quality Manager) e fornisce ogni giorno le previsioni, per l’Europa e per l’Italia, dell’indice di qualità dell’aria per i cinque giorni successivi.

La previsione viene fornita per quattro diversi periodi della giornata: notte, mattina, pomeriggio e sera. Si possono vedere anche le mappe degli indici per ogni Regione o avere la previsione della qualità dell’aria per tutti i Comuni d’Italia.
Sono disponibili le misurazioni dei più comuni agenti inquinanti: monossido di carbonio (CO), biossido di azoto (NO2), ozono (O3), polveri sottili (PM10) e biossido di zolfo (SO2). Tramite una cartina dell’Italia é poi possibile fare uno zoom su una determinata regione e controllare più da vicino la situazione.

Il sito offre inoltre numerosi servizi tra cui una rubrica interna e diversi consigli per condurre una vita più “verde” ed è disponibile on line un servizio chiamato “l’esperto risponde” per rispondere a dubbi e dissipare le incertezze degli utenti.

Si tratta certamente di un sito molto utile e, soprattutto, educativo: l'aria che respiriamo è per legge un bene comune da difendere, proteggere e possibilmente rendere migliore a beneficio delle generazioni che verranno.

martedì 21 aprile 2009

Cellulari in alta quota


Il 7 aprile scorso la Commissione Europea ha approvato alcune norme destinate ad armonizzare le condizioni per i servizi paneuropei di comunicazione mobile sugli aerei: Tutti i viaggiatori potranno utilizzare il proprio telefono cellulare per chiamate e messaggi durante i voli in Europa.

C’è già chi protesta per il prevedibile disturbo durante i viaggi e ci si chiede quanto costerà chiamare sopra le nuvole. I primi test sono stati effettuati dalla compagnia irlandese Ryanair sui voli da e verso l’Irlanda.

La compagnia aerea low cost ha avvia da oggi sui propri aerei di base a Roma il servizio di telefonia mobile a bordo. La società vanta di essere la prima compagnia ad aver attivato questo servizio in Italia.

Inizialmente i passeggeri potranno usufruire del servizio a bordo di solo cinque aeromobili pagando per le chiamate voce le tariffe internazionali (non UE) di roaming applicate dai diversi operatori (da 2 a 3 euro al minuto a seconda dei piani tariffari del cliente); il costo per gli SMS parte da 50 centesimi e quello per le e-mail va da uno a due euro.

Il servizio è disponibile per i clienti Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia e per altri 50 operatori di telefonia mobile in tutta Europa.
Quando l'apposito segnale indica che il servizio Mobile OnAir è attivo, sull'aereo viene creata una minirete Gsm (che supporta anche le connessioni Gprs) utilizzabile da tutti i passeggeri proprio come se fossero a terra.

Il sistema, costato 100.000 dollari per ogni aereo, permette fino a sei telefonate in contemporanea ma a breve dovrebbe essere ampliato in modo da consentire a 14 persone di telefonare nello stesso momento.
Per promuovere il lancio del servizio italiano di telefonia mobile a bordo, Ryanair offre un milione di posti al costo di un euro per viaggiare sul suo network europeo tra maggio e giugno (offerta valida fino alla mezzanotte di mercoledì 22 aprile con prenotazione sul sito della società).

Nel prossimo anno e mezzo è previsto il lancio del servizio su tutti i 180 aeromobili della società.

Brunetta presenta il JumPC


Da tempo esistono giocattoli per bambini che sono veri e propri minicomputer con i quali i giovanissimi si avvicinano alla tecnologia; quello che finora è sempre mancato è un notebook a misura di bambino.

A colmare la lacuna ci ha pensato Olidata, uno dei marchi storici del personal computing italiano, che ha realizzato, JumPC in collaborazione con Intel e la Fondazione Mondo Digitale, un notebook espressamente rivolto ad un pubblico compreso tra i 6 ed i 12 anni.

Olidata JumPC è il primo notebook pensato per i bambini. Robusto e leggerissimo con tastiera idrorepellente è l'ideale per essere utilizzato dai giovanissimi. L'applicazione Magic Desktop consente di preordinarne tempi d'uso e siti di navigazione e consente ai ragazzi di conquistarsi piacevoli e divertenti momenti di gioco grazie al punteggio sviluppato svolgendo attività a contenuto didattico.

Finalmente un vero è proprio notebook per i bambini e una vera tranquillità per i genitori: nulla da invidiare a quello dei grandi.
Il nome "JumPC" deriva dalla fusione delle parole "jump" e "PC" ed è perfetto per rappresentare questo laptop leggero e dall'aspetto sbarazzino, che si rivolge ad un pubblico giovane e dinamico. Tecnicamente è un derivato dell'Intel Classmate di seconda generazione, un laptop a basso costo destinato alla prima informatizzazione dei bambini nei Paesi in via di sviluppo, e pertanto può essere classificato nella cateogoria dei netbook.

Proprio in questi giorni sono stati presentati dal Ministro dell'Innovazione Renato Brunetta i risultati della sperimentazione che prende il nome “a scuola con JumPC”, un progetto avviato lo scorso settembre, in concomitanza con l'avvio dell'anno scolastico, in 5 istituti primari di Lazio, Piemonte e Sicilia coinvolgendo, complessivamente, circa 150 studenti e oltre 15 professori.

Le particolari caratteristiche tecnologiche e, soprattutto, le specifiche applicazioni installate sul JumPC, consentono un vero e proprio dialogo tra studenti e professori, molto utile, per esempio, allo scambio di contenuti multimediali e alla realizzazione di esercitazioni e verifiche.

Le scuole sottoposte all’esperimento si sono ingegnate per l’utilizzo del pc nelle realtà didattiche più varie, così da poter trarre valutazioni complete circa la versatilità e le potenzialità educative dello strumento. In particolare, gli istituti del Piemonte e di Palermo lo hanno applicato all'apprendimento della lingua italiana, della geografia, della matematica e delle scienze. A Roma, invece, si è preferito puntare sull'insegnamento della lingua inglese, sperimentandolo in varie attività (cd-rom interattivi, giochi didattici e test di verifica). E i buoni risultati non sono tardati ad arrivare.

domenica 19 aprile 2009

I Numeri dello Spam

Symantec, importante azienda americana che produce software anti-virus, stila anche quest’anno il suo rapporto annuale “Internet Security Threat Report” arrivato alla XIV edizione.

Il report raccoglie i dati da gennaio a dicembre 2008, provenienti da milioni di sensori Internet, ricerche e monitoraggi attivi delle comunicazioni degli hacker, e fornisce una panoramica globale dello stato attuale della sicurezza Internet.

Nonostante le sanzioni record, lo stato dello spamming stenta a migliorare. L’ultimo report di Symantec afferma che lo spam è nuovamente in crescita e, attraverso vecchie e nuove botnet, si appresta a raggiungere l’80% dei livelli precedenti alla chiusura di McColo, una società di hosting compiacente che ospitava una vera e propria squadra di criminali.

Anche il 2009 è un anno di crisi economica e gli spammer continuano a far leva sulla situazione dell’economia a proprio vantaggio: Symantec ha scoperto che gli spammer stanno usando messaggi spam come “sopravvivi alla recessione: guadagna 500 dollari o più a settimana!” o “Ho trovato un nuovo lavoro per te!” per attirare gli utenti.
L'Italia sale nel 2008 nella classifica poco lusinghiera dei paesi dell'Emea dove più si diffonde l'illegalità informatica. In realtà, l'Italia è stabile e il balzo in avanti è la conseguenza del fatto che negli altri paesi tali fenomeni sono diminuiti.

Il nostro paese passa dal quinto al quarto posto per numero di attività malevole, dal settimo al quinto posto tra i Paesi da cui partono gli attacchi informatici, dal quarto al terzo per numero di computer bot infected, cioè i computer nei quali i cyber-criminali si sono insinuati per assumerne il controllo e usarli come ponte per lanciare attacchi informatici di vario tipo.

Il 97 per cento della nostra e-mail è spam. Chi utilizza un buon client di posta elettronica non se ne accorge quasi, grazie ai provvidenziali filtri anti-spazzatura, ma lo spam elettronico ha raggiunto livelli record.
A farla da padrone tra la posta indesiderata sono le reclame di prodotti farmaceutici, con il 48,6 per cento del totale, seguiti dagli annunci sui mutui.

Il 28 per cento dello spam mondiale diffuso nello scorso mese (marzo 2009) viene dagli Stati Uniti, seguiti da Brasile (9 per cento), India (4 per cento) e Cina (3 per cento). Nel report sono indicati anche i Paesi più afflitti dalla junk mail: Brasile e Russia detengono il podio a livello internazionale, mentre a seguire troviamo i meno sospetti Turchia, Serbia e Montenegro.

giovedì 16 aprile 2009

EBay acquista Gmarket e conquista l’oriente


Gmarket è un sito di aste on line coreano con sede a Seoul che annovera clienti e venditori di beni e servizi provenienti da tutto il mondo. Gmarket è stato fondato nel 1999 da Ki Hyung Lee che tentò originariamente di registrare il nome del dominio come "GreenMarket" ma, trovandolo già occupato, optò per una seconda scelta chiamandolo appunto “gmarket.co.kr".

Tra gli oggetti proposti ci sono il collezionismo, gli elettrodomestici, i computer, i mobili, le attrezzature, i veicoli e molti altri oggetti. E' giusto dire che Gmarket ha rivoluzionato il mercato del collezionismo, riunendo acquirenti e venditori a livello internazionale in un enorme "cantiere di vendita" on line.

Grandi aziende internazionali come LG e Samsung vendono i loro nuovi prodotti e offrono i loro servizi mediante l’uso delle aste o attraverso prezzi prefissati.
Anche per quanto riguarda Gmarket ci sono state numerose polemiche legate alla vendita di oggetti che violano le norme etiche. La società, però, rimuove in tempi rapidi le aste che violano le regole del sito.

Ebay, il più famoso sito di aste on line, ha deciso di acquistare per 1,2 miliardi di dollari il 67% della societa' sudcoreana, sua omologa nel commercio on line. L'offerta consiste in 24 dollari per azione, ossia il 20% di “premio” rispetto al prezzo di chiusura di Gmarket e vi aderirebbe anche Yahoo!, azionista con il 10%.

I siti Usa di aste on line hanno affermato che la società si è già assicurata il 67% di Gmarket, poiché importanti azionisti tra cui Yahoo! e Interpark hanno accettato l'offerta di eBay.

Interpark, operatore on line sudcoreano, ha dichiarato che venderà la sua quota del 34% a eBay per 350 milioni di dollari, mentre Yahoo! ha acconsentito a vendere la sua quota del 10%.

Una fonte vicina alle trattative ha detto che la vendita frutterà a Yahoo! un ricavo di 120 milioni di dollari e un guadagno di 52 milioni di dollari al lordo d'imposta.

Per eBay si tratta di una mossa strategica importante, ma anche di un bel colpo finanziario. Basti pensare che GMarket ha fatturato, nel 2008, 221 milioni di dollari, con una crescita del 37% rispetto all'anno precedente. La Corea, inoltre, è uno dei Paesi con il maggior numero di connessioni e questa nuova acquisizione potrebbe costituire una buona piattaforma di rilancio.

L'acquisizione sarà completata entro la fine del trimestre. Insieme, le due società avranno l'87% del mercato customer-to-customer.

mercoledì 15 aprile 2009

Skype si quota in borsa


Ebay ha ufficialmente comunicato l'intenzione di cedere Skype, il sistema di telefonate e messaggerie via Internet, attraverso una Ipo (offerta pubblica in Borsa) entro la prima metà dell'anno prossimo.

Skype era stata acquistata da eBay nel 2005 per 2,6 miliardi di dollari ma, in seguito alle crescenti pressioni degli investitori a liberarsene e a concentrarsi sul proprio core business, eBay ha annunciato l’intenzione di separare le attività di Skype nella prima metà del 2010.

Questa la dichiarazione del presidente e amministratore delagato di eBay: "Skype ha sinergie limitate con Ebay e Paypal e riteniamo che gestire Skype come società autonoma quotata sia la strada migliore per massimizzare le sue potenzialità, questo le fornirà le necessarie risorse per continuare a crescere e a competere nel settore delle telecomunicazioni".

Donahoe continua dicendo: “separando Skype dal resto della società, eBay potrà concentrarsi interamente sui suoi due motori di crescita, cioè l’e-commerce e i pagamenti on line.

Nonostante lo straordinario successo del software (nel 2008 ha riportato utili in crescita del 44% a 551 milioni di dollari e utenti in aumento del 47% a 405 milioni), l'integrazione sperata con il sito d'aste on line più famoso del mondo non si è mai concretamente realizzata e ormai da tempo ci si aspettava che la società di San José decidesse di liberarsene.

I fondatori di Skype si erano fatti subito avanti, nella speranza di ricomprare la propria creatura. Nei giorni scorsi era stata riportata dal New York Times la notizia secondo cui Niklas Zennstrom e Janus Friis avevano avviato colloqui con società di venture capital per cercare di raccogliere circa 1000 milioni di dollari (una cifra decisamente inferiore rispetto a quanto sborsato da eBay nel 2005).

Mercati permettendo, quindi, il futuro di Skype è a Wall Street. Ebay effettuerà lo spin-off di Skype collocando le azioni presso la Borsa di New York. La società di San Francisco ha però rimarcato come il timing dell'operazione dipenderà dalle condizioni di mercato.

La decisione è l'ennesimo riconoscimento che l'acquisizione di Skype è stata un costoso errore per eBay che pensava che la società di telefonia internet avrebbe migliorato di molto le comunicazioni tra venditori e acquirenti del suo marketplace on line, ma questo non è mai avvenuto.

Microsoft e Yahoo, un nuovo accordo


Riprendono i colloqui tra Microsoft e Yahoo!. Dopo un periodo di stop i due colossi informatici si siedono nuovamente intorno a un tavolo per discutere della possibile partnership che potrebbe rafforzare entrambe le società.

Dopo il fallimento dell’Opa ostile lanciata su Yahoo! l’anno scorso, Microsoft non sta però cercando di mettere nuovamente le mani sul motore di ricerca. Il tentativo di acquisizione di Microsoft aveva raffreddato i rapporti tra le due compagnie ma il cambio ai vertici di Yahoo! sembra aver rasserenato il clima (le dimissioni di Jerry Yang da Ceo di Yahoo e il conseguente arrivo di Carol Bartz).

I due colossi starebbero trattando riguardo un accordo per uno scambio di servizi circa le ricerche web e l’on line advertising.

Al centro delle trattative, dunque, non ci sarebbe più l'acquisizione di Yahoo!, come si era prospettato qualche tempo fa, ma solamente uno scambio di servizi per i quali i due big sono leader di mercato.

Steve Ballmer e Carol Bartz si sarebbero incontrati, a rivelarlo è il blog del Wall Street Journal, e starebbero per annunciare ufficialmente una partnership commerciale.

I dettagli dell'accordo non sono ancora emersi, ma il nodo della questione è la pubblicità on line, un settore che per entrambe le società si traduce in una sfida diretta a Google che, in mancanza di rivali davvero pericolosi, può permettersi di fare il bello e il cattivo tempo sia nel campo dei motori di ricerca che in quello dell'on line advertising.

L’affare potrebbe rafforzare la posizione del motore di ricerca, eterno rivale di Google nel settore, e garantire maggior guadagno ed esposizione a Microsoft, anch’essa schiacciata dal dominio della compagnia di Montain View, che attualmente detiene il 72% del traffico di ricerca e quasi l’80% della pubblicità on line.

Come contropartita, l'azienda guidata dal CEO Steve Ballmer garantirebbe a Yahoo! la completa gestione del settore ricerche.

Ma quanto c’è di vero? La stampa meno propagandistica è concorde nell’ammettere l’esistenza di una simile trattativa, affermando però all’unanimità che non si tratterebbe di una discussione avanzata, bensì di uno stadio preliminare di quello che potrebbe diventare un lunghissimo scambio di battute tra le due parti.

Tutto sembra lasciare intendere che la telenovela tra i due big americani sia ben lungi dal concludersi.

venerdì 10 aprile 2009

Un sito contro la Ipred2

Il mondo del web si è a lungo mobilitato contro la Direttiva europea IPRED2 invitando tutti coloro cui stanno a cuore le libertà digitali a fare il possibile contro tale emendamento.

Purtroppo il Parlamento Europeo ha ormai da tempo votato a favore della direttiva riguardante misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale “obbligando” gli Stati membri dell'Unione ad adeguarsi alla nuova normativa comunitaria.

Con lo scopo dichiarato di combattere la contraffazione e la violazione del diritto d'autore, la IPRED2 impone sanzioni penali durissime in tutta Europa contro la condivisione via rete informatica di file musicali e film, non operando alcuna distinzione tra la contraffazione a scopo commerciale e la semplice condivisione di contenuti culturali per godimento personale.

Aiutare, favorire o incoraggiare la violazione di copyright su "scala commerciale" nell'Unione Europea è un crimine e si impone a tutti gli Stati dell'Unione di affiancare all'attività investigativa delle autorità statali i consulenti delle case discografiche, che si aggiungono così alle autorità di polizia giudiziaria nelle indagini relative a contraffazione e pirateria formando "team comuni di indagine".

Si tratta di una inaccettabile privatizzazione della giustizia, contraria ai principi dello Stato di diritto e della Costituzione Repubblicana che rende ogni cittadino e impresa dei sospetti criminali, potenzialmente sottoposti ad indagini private e in quanto tali senza garanzie per l'indagato, limitando così le libertà personali e digitali conquistate e consolidate negli anni.

Per fortuna qualcuno che controlla i controllori c'è, almeno in Svezia dove un sito Internet permette di scoprire facilmente e rapidamente se il proprio indirizzo Ip (o un qualsiasi indirizzo) è stato messo sotto controllo dalle autorità come conseguenza delle nuove leggi contro la pirateria.

Il sito può operare perché, prima di poter accedere ai dati sensibili dei sospetti, come prevede la direttiva europea Ipred, occorre avviare un'inchiesta pubblica: in questo modo chiunque può sapere quali indirizzi Ip vengono messi sotto esame e scoprire se il proprio sia tra questi.

È anche possibile contribuire, indicando gli indirizzi sotto inchiesta di cui si è a conoscenza, attivando un sistema di segnalazione via e-mail per informare coloro il cui Ip dovesse finire al centro dell'attenzione delle autorità.

Internet sorpasserà la televisione


Giugno 2010 sarà la data del sorpasso: per la prima volta Internet sottrarrà alla tv tradizionale il primato di mezzo di comunicazione più utilizzato.

E' il dato più significativo che emerge dalla ricerca pubblicata oggi da Microsoft sul comportamento on line degli utenti europei e sulle tendenze per il futuro. Secondo l'indagine, nel 2010 l'utilizzo di Internet raggiungerà una media di 14,2 ore alla settimana (più di 2,5 giorni al mese), rispetto alle 11,5 ore alla settimana (2 giorni al mese) della tv.

I Paesi analizzati nello studio sono Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Belgio, Austria, Svizzera, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Norvegia, Turchia, Gibilterra, Cipro e Grecia.

La ricerca dimostra inoltre che nella fascia di età tra i 18 e 24 anni lo schermo del pc è spesso anche l'unico schermo televisivo. La relazione evidenzia che nei prossimi 5 anni l'accesso a Internet tramite pc scenderà dall'attuale 95% al 50%. Cresceranno invece gli accessi a internet tramite tv, cellulari e consolle di gioco.

Il 50% degli Europei ha oggi una connessione Internet e passa sulla rete in media almeno 9 ore a settimana.

Secondo lo studio non si tratterà comunque del declino del mezzo televisivo, quanto di un diverso modo di usufruire dei contenuti: Web e Tv avranno sempre più punti di contatto, crescerà l’interazione degli utenti e saranno sempre più sfruttate per guardare i programmi tv le nuove piattaforme, quali telefonini e personal computer.

Anzi, probabilmente l’uso della tv crescerà di importanza, secondo quanto dichiara Jeffrey Cole direttore del Centro per la Tecnologia Digitale del futuro presso l'USC Annenberg School: "La televisione è destinata a crescere in importanza. Per TV non si intenderà solo il grande schermo nella nostra casa come siamo abituati ma sarà il mezzo per fruire di contenuti audio e video tramite internet e per la prima volta sarà mobile e non più fisso nel salotto.

Da un mezzo di comunicazione a senso unico, la tv diventerà un'esperienza interattiva resa accessibile da più schermi grazie alla banda larga: tv, personal computer, cellulari.

Porteremo infatti la nostra tv con noi come già facciamo con un notebook o con il telefonino". John Mangelaars, vicepresidente di Microsoft, è pronto a giurare che nel futuro i tre grandi schermi, tv, telefonino e pc si integreranno.

I gestori di telefonia non abbandonano l’Abruzzo

Molte le persone e le aziende che, al di fuori del mondo istituzionale, stanno organizzando l’invio di aiuti per le popolazioni colpite dal terremoto avvenuto in Abruzzo pochi giorni fa.
Purtroppo tra le iniziative di solidarietà che hanno coinvolto anche la Rete si nasconde qualche furbo che cerca di lucrare sulle disgrazie altrui: persone ignobili che tentano di approfittarsi della generosità di chi desidera seriamente dare il proprio contributo.
Un tale, facendosi chiamare Marco Pellegatti (ma è probabile che sia un nome falso) e spacciandosi per il nipote del giornalista Mediaset Carlo Pellegatti, ha tentato di truffare gli utenti di Facebook fingendosi portavoce di una sottoscrizione organizzata da Milan e Mediaset per raccogliere denaro da devolvere alle vittime.
Molto più numerose, per fortuna, le iniziative benefiche, soprattutto da parte degli operatori di telefonia mobile.
Non si può fare a meno di sottolineare le encomiabili iniziative di alcuni gestori telefonici come Wind che ha donato 5 euro a tutti i suoi clienti residenti nelle zone del terremoto d'Abruzzo già nella giornata di lunedì per evitare che qualcuno rimanesse senza ricarica in un momento così tragico.
Vodafone fa sapere di aver effettuato azioni di ricarica gratuita (5 euro ad oltre 200 mila clienti ) per consentire alla gente di continuare a comunicare. L'azienda ha inoltre attivato una raccolta fondi coinvolgendo gli oltre 8.000 dipendenti.
Tim ha invece deciso di attribuire a tutti i propri clienti a L'Aquila e provincia una ricarica gratuita di 10 euro e di inviare presso le postazioni indicate dal Dipartimento di Protezione Civile dei telefoni cellulari con traffico illimitato da utilizzare per esigenze della popolazione colpita.
Un’iniziativa utilissima se pensiamo che moltissime persone sono dovute scappare da casa senza poter nemmeno portare con sé il cellulare e il carica batterie, la maggior parte dei terremotati non ha quindi alcuna possibilità di entrare in contatto con amici o parenti.
Infine citiamo l'onlus Banco Informatico Tecnologico Biomedico (Biteb.it) che sta inviando in Abruzzo migliaia di carica batterie che erano conservati nei propri magazzini per emergenze come questa.

martedì 7 aprile 2009

WII contro PlayStation 3


In Giappone, dove Nintendo e Sony si scontrano ad armi pari, Wii conserva saldamente la testa della classifica, tenendo a distanza la connazionale PS3.
I più maliziosi hanno asserito che ormai c’è una Wii in ogni casa del Giappone, ma sta di fatto che negli ultimi due mesi la console di Nintendo è stata sorprendentemente sorpassata dalla PlayStation 3 nelle classifiche di vendita hardware del Paese del Sol Levante.
I numeri non mentono: lo scorso febbraio sono state vendute 87.000 PS3, contro 76.000 Wii. A marzo, invece, le console della “grande N” vendute sono state 70.000, contro le sorprendenti 116.000 unità di PlayStation 3.
Sarà duratura questa crescita? Chissà, ma una cosa è certa: un taglio dei prezzi della console darebbe una grande chance a Sony per colmare il gap con la concorrenza.
Per la prima volta, la PlayStation 3 di Sony ha venduto più della Wii in Giappone ma, secondo gli analisti, questo dato non dovrebbe allarmare Nintendo che ha appena festeggiato i 50 milioni di console vendute.
Inoltre Nintendo sta monopolizzando l'attenzione da parte degli sviluppatori di giochi, apprestandosi quindi a riprendersi il primato.
Tecnicamente sono due prodotti diversi ma entrambi innovativi. La Wii ha spiazzato tutti con il suo fantastico pad e la sua interattività, però mancano i grandi titoli. La PlayStation 3 è forte di un processore ultra potente e di grandi titoli.
Se guardiamo al passato, la PS One è stata la migliore console in assoluto, senza rivali. Nonostante i grandi passi, la Nintendo, che graficamente aveva già battuto la PS1 con Nintendo 64, è sempre rimasta in secondo piano. Soltanto il DS, e successivamente Wii, hanno offerto alla grande casa produttrice di divertimento una chance in più: la possibilità di interagire e diventare parte integrante del gioco ha offerto la possibilità a tutti di cimentarsi nel mondo video-ludico.
Xbox 360, in Giappone, continua invece ad arrancare: la terra del Sol Levante, del resto, è da sempre un'ardua sfida per le console occidentali. Nelle quattro settimane prese in considerazione da Enterbrain, editore della celebre rivista giapponese di software “Famitsu”, la console di Microsoft ha venduto poco più di 14.000 unità, ossia quasi lo stesso numero di Wii vendute in un solo giorno da Nintendo.

lunedì 6 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo, la Rete si mobilita


Il terribile terremoto di 5,8 gradi della scala Richter è avvenuto alle 3,32 con epicentro in Abruzzo, a circa 10 km dall'Aquila, e la scossa è stata avvertita in tutto il centro Italia.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha rinunciato al viaggio in Russia per volare subito nella zona della tragedia.
Un primo bilancio parlava di oltre 50 morti accertati, centinaia di feriti e 50 mila sfollati.

Poi, però, i soccorritori hanno annunciato che il numero delle vittime sarebbe molto più alto: si parla di 92 morti. Secondo il ministro dell'Interno

Maroni il bilancio è, purtroppo, destinato ad aggravarsi.
Tra le vittime ci sono almeno cinque bambini. Sono centinaia gli edifici crollati completamente o in parte, migliaia quelli lesionati e inagibili.

Lo sport tende una mano alle popolazioni colpite: i “Giochi del Mediterraneo”, in programma a Pescara, sono pronti a mettere a disposizione strutture e impianti per far fronte all'emergenza terremoto.

Anche l'Inter e il Milan esprimono vicinanza e solidarietà, le due società milanesi si sono mobilitate per offrire aiuti concreti: l'Inter ha messo a disposizione il Centro di coordinamento Inter Club al fine di organizzare in loco eventuali azioni di volontariato mentre il Milan, attraverso le parole del dirigente brasiliano Leonardo, ha annunciato che parte del ricavato del Milan Golf Tour verrà devoluto alla popolazione dell'Abruzzo.

Anche la Rete si mobilita: i social network come Facebook, i blog, i forum, i servizi come Twitter, consentono di essere aggiornati in tempo reale. Chi ha accesso a Internet si sta mobilitando per sincerarsi della salute dei conoscenti e per predisporre iniziative che siano di aiuto alle popolazioni colpite.

In particolare su Facebook il popolo di Internet si è attivato per scambiarsi messaggi.

Su Facebook e' nato fra gli altri il gruppo ''Aiutiamo l'Abruzzo'', per lo scambio di informazioni utili come numeri di telefono per l'emergenza, riferimenti per donare il sangue o segnalazioni per organizzare aiuti concreti per la popolazione sfollata.

Almeno 130 i gruppi, più di mille i messaggi, decine di migliaia di utenti. A poche ore dal sisma Facebook è già zeppo di status, di foto e video di coloro che lasciano il loro pensiero, la loro solidarietà e le loro condoglianze per le vittime della tragedia.

C'è chi cerca i propri amici abruzzesi, chi lascia vuoto il suo status per lasciar parlare il silenzio, chi mette un'immagine nera sul proprio profilo, in segno di lutto.

venerdì 3 aprile 2009

Pericolo Conficker scampato, per ora…


Il primo aprile è ormai passato e, nonostante varie previsioni di catastrofi imminenti, la Rete è ancora in piedi e Conficker non sembra aver provocato tutti i danni che avrebbe dovuto causare, almeno per ora.
Si tratta del virus noto anche come Downandup o Kido, che ha contagiato milioni di computer in tutto il mondo e che, secondo i ricercatori, è uno dei più famigerati e potenti degli ultimi tempi.
Conficker trasforma i pc contagiati in "schiavi" che rispondono ai comandi inviati da un server remoto, in grado di controllare un esercito di macchine.
I ricercatori temevano che il network di computer creato da Conficker potesse essere attivato per la prima volta il primo aprile, dopo che il virus è comparso nel 2008, perché il software era programmato per aumentare i tentativi di comunicazione col server proprio in questa giornata.
Il settore della sicurezza informatica ha creato una vera e propria task force per combattere il "worm", dando così ampia pubblicità alla vicenda. Così ampia, dicono gli esperti, da aver probabilmente scoraggiato i criminali che comandano "l'armata dei computer schiavi", chiamata "botnet". Chi domina la "botnet" sta probabilmente attendendo che cali l'attenzione pubblica prima di attaccare.
Si è venuta a creare una vera e propria situazione di panico: un worm che non avrebbe dovuto preoccupare più di tanto, considerato che la falla di Windows inizialmente usata per la diffusione è stata chiusa da tempo, ha invece creato uno degli allarmi maggiori della storia recente della sicurezza informatica.
È possibile che, messi di fronte alla possibilità di seri danni, anche gli utenti più pigri abbiano deciso di controllare i propri sistemi e assicurarsi che fossero liberi da virus o, nel caso, provvedere a eliminare gli ospiti indesiderati.
Inutile dire che non si può pensare che Conficker sia improvvisamente diventato “buono”: è probabile che il worm riceverà nuove istruzioni per colpire ignari utenti anche nelle prossime settimane.

E’ importante quindi pulire i computer infetti quanto prima per evitare ulteriori problemi e, affinchè ciò sia possibile in modo semplice e veloce, Sophos mette a disposizione Conficker Clean-up Tool, un tool dedicato scaricabile gratuitamente dal sito Sophos.

giovedì 2 aprile 2009

Scribd pubblica Harry Potter

Scribd è un noto servizio on line nato nel 2006 per l’hosting e la condivisione di documenti che utilizza lo stesso principio di YouTube. Il sito, fondato da due ex studenti di Harvard, è attualmente visitato da ben 55 milioni di utenti al mese e ogni giorno la lista di libri e documenti disponibili aumenta di oltre 50 mila titoli.
I gestori non pagano alcun diritto d'autore a case editrici o scrittori e, a loro volta, gli utenti possono consultarlo gratuitamente, in quanto Scribd si mantiene esclusivamente con i proventi delle inserzioni pubblicitarie ospitate.
Il servizio inizia quindi a monetizzare dopo 3 anni di duro lavoro attraverso la collaborazione con un gran numero di publishers: sono Random House, Simon & Schuster, Workman Publishing Co., Berrett-Koehler, Thomas Nelson e Manning Publications che offrono gratuitamente parte del proprio catalogo. I Publishers stanno mettendo a disposizione romanzi, racconti completi oppure contenuti parziali.
Con Scribd chiunque acceda al portale può scegliere il titolo di un libro, scaricarlo e leggerlo gratuitamente. Alcuni lo chiamano lo YouTube dei libri. Altri lo definiscono piuttosto uno dei tanti database pirata che servono a condividere file illegalmente.
A decidere a quale di queste due categorie appartenga il sito in questione sarà, ancora una volta, un tribunale, cui si sono rivolti scrittori come Ken Follett.
Spesso gli utenti pubblicano opere senza disporre dei diritti d’autore e uno dei casi più eclatanti è quello che riguarda J.K. Rowling, l'autrice della saga di Harry Potter. Per quanto basti una segnalazione a Scribd perché i contenuti illegalmente presenti vengano rimossi entro 24 ore, le sue opere rispuntano con una regolarità impressionante.
Trip Adkins e Jared Friedman, i due fondatori del progetto, si difendono sostenendo di muoversi nel più completo rispetto delle leggi e affermano di applicare alla lettera quanto stabilito dallo U.S. Digital Millennium Copyright Act.
Esso stabilisce di rimuovere entro 24 ore il file (in questo caso il libro) se un editore protesta perché esso è stato messo on line senza esplicito permesso. Inoltre la legge americana sui diritti d'autore prevede che un sito non possa essere citato in giudizio per azioni compiute da coloro che lo usano senza che il sito ne sia a conoscenza.
Sarà un giudice a stabilire chi la spunterà nell’eterna lotta tra sfruttamento dei diritti d'autore e libertà d'accesso alle fonti del sapere.

Accordo Disney e YouTube


L’accordo è stato raggiunto e la più grande compagnia di intrattenimento al mondo si prepara a portare i propri contenuti sul Web e, in particolare, i canali televisivi Abc (network di intrattenimento) e Espn (rete dedicata interamente allo sport).
L'intesa prevede che, a partire da aprile, siano disponibili su YouTube video del network sportivo e da maggio contenuti del network ABC Television come ABC Entertainment e SoapNet.

Il canale ESPN (Entertainment and Sports Programming Network), lanciato il 7 settembre del 1979 dai fratelli Rasmussen, trasmette 24 ore di sport al giorno. La sede centrale è a Bristol, nel Connecticut, con altri studi a Los Angeles, New York e San Francisco.

Sulla scia del motto “The Worldwide Leader in Sports”, ESPN è seguito negli Stati Uniti da oltre 100 milioni di persone mentre ESPN International trasmette in circa 150 Paesi in tutto il mondo.

Il programma di punta nel palinsesto di ESPN è in assoluto il telegiornale Sports Center, in onda dal 1979 con tutti gli aggiornamenti degli eventi sportivi e ben 12 edizioni al giorno alcune delle quali con una durata anche di 90 minuti.

L’ABC (American Broadcasting Company) nasce invece nel 1943 e viene acquistata dalla
The Walt Disney Company che la rinomina ABC Inc, nel 1996. Tra le trasmissioni più note trasmesse negli ultimi anni ci sono Chi vuol essere milionario, Survivor, Ballando con le stelle, ma sono le serie tv come Lost, Desperate Housewives e Grey’s Anatomy a fare la parte del leone con un successo di pubblico a livello mondiale.

Secondo gli analisti l'accordo, pur non includendo programmi di lunga durata, rappresenta un importante punto a favore per YouTube: diversamente dagli accordi con altre compagnie, che comprendono la possibilità di guardare interi episodi o film, Disney ha deciso di limitarsi ai canonici 10 minuti per ogni video.

La decisione di optare per dei miniepisodi anziché per trasmissioni complete è un ulteriore indice della riluttanza che ha sempre caratterizzato Disney nel concedere i propri contenuti al Web su piattaforme di terzi.

Disney Media Networks avrà la possibilità di vendere le sue pubblicità sui canali in questione e, oltre all'accordo con Google, è già in trattative con Hulu, il servizio di video on line di News Corp. e Nbc Universal.